L’alluce valgo è una patologia del piede che colpisce numerose persone, soprattutto donne, caratterizzata da deviazione dell’alluce verso l’esterno e del primo osso metatarsale verso l’interno. Questa angolazione determina una protuberanza spesso dolorosa in corrispondenza della testa del primo osso metatarsale (chiamata volgarmente “cipolla”) che può compromettere la deambulazione e la corretta postura.

Quali sono le cause dell’Alluce Valgo?

L’alluce valgo colpisce prevalentemente le donne in età adulta, non risparmiando comunque le altre fasce di età, compresa quella neonatale, seppur molto raramente.

Le cause che portano alla formazione dell’alluce valgo sono probabilmente molteplici e non completamente note. La genesi è multifattoriale, prevedendo una interazione tra predisposizione individuale associata a possibili cause ambientali:

  • Familiarità: è più frequente in soggetti che hanno parenti affetti da alluce valgo;
  • Piede Piatto: la cui struttura anomala interferisce negativamente sui flessori causando appunto il valgismo;
  • Alcune patologie quali l’artrite reumatoide, la gotta e in altri deficit neuromuscolari e connettivali (ipermobilità dell’articolazione metatarsale);
  • Traumi: in questo contesto si inserisce il ruolo di calzature a punta o con tacco alto che probabilmente spiega la più alta incidenza nelle donne.

Quali sono i sintomi dell’Alluce Valgo?

L’alluce valgo può rimanere asintomatico anche per lunghi periodi.
Il sintomo più frequente e precoce è la borsite in corrispondenza della prominenza sul bordo interno del piede; si tratta dell’infiammazione della borsa sierosa, struttura che si trova in tutte le sedi sottoposte ad attrito per presenza di sporgenze ossee. Si manifesta clinicamente con dolore e bruciore e visivamente con gonfiore e arrossamento della parte.
Ovviamente questi disturbi sono prevalenti qualora si utilizzino calzature inadeguate, strette o eccessivamente rigide.
Altro sintomo piuttosto comune è il dolore articolare, causato dal fatto che il movimento avviene su piani diversi da quelli normali.
In fasi più avanzate è piuttosto comune un dolore al carico al centro delle pianta, generalmente preceduto da callosità in corrispondenza dei metatarsali centrali; si tratta di un dolore causato da un eccessivo carico meccanico, dovuto alla insufficienza funzionale dell’alluce.

Che conseguenze provoca l’Alluce Valgo?

La conseguenza più importante dell’alluce valgo è l’insufficienza funzionale dell’alluce durante la deambulazione.
Nel piede normale è l’alluce a dare la spinta finale durante l’ultima fase del passo; questa funzione è efficace se l’alluce è allineato con il resto del piede, ma diventa sempre meno utile, via via che l’alluce è deviato all’esterno. Se la spinta dell’alluce in fase propulsiva è poco efficace, il carico normalmente sopportato dall’alluce viene trasferito sulla parte più laterale del piede.
Pertanto le dita e i metatarsali centrali sono obbligati a uno sforzo maggiore e vanno con il tempo incontro a fenomeni di fatica e a deformità; compaiono pertanto callosità nella pianta del piede, tumefazione e dolore a livello delle articolazioni metatarso-falangee, deformità a martello delle dita: tutte espressioni di carichi e sollecitazioni eccessive.
Inoltre con il tempo l’articolazione dell’alluce, poiché lavora su un asse obliquo, tende a usurarsi e a sviluppare una artrosi. A lungo andare, pertanto, l’alluce valgo induce alterazioni che finiscono per interessare tutto l’avampiede.

Come evolve l’Alluce Valgo?

L’alluce valgo è quasi sempre una patologia evolutiva, cioè tende a peggiorare nel tempo.

In alcuni casi l’evoluzione è lenta e progressiva, in altri possono osservarsi fasi di relativa stabilità alternate a periodi di più rapido peggioramento.
Nella donna normalmente si assiste a un peggioramento più rapido dopo il periodo menopausale.
Va comunque sottolineato che non sempre il peggioramento clinico o radiografico va di pari passo con i sintomi accusati dal paziente: è dunque molto difficile prevedere l’andamento di questo peggioramento, in quanto i fattori che lo condizionano sono sicuramente molto numerosi.

Come si fa la diagnosi di Alluce Valgo?

I pazienti giungono all’attenzione medica per l’effetto antiestetico della patologia o per il forte dolore, avvertito in particolar modo stando in posizione eretta.

La diagnosi è molte volte semplice perché la deformazione ossea (“cipolla”) è molto caratteristica. Altri segni sono callosità, ulcerazioni, lesioni ossee.

Oltre all’esame obiettivo, l’ortopedico per confermare la diagnosi si serve di alcuni esami strumentali:

  • Radiografia del piede in posizione ortostatica;
  • Esame baropodometrico: permette di studiare morfologia del piede e alle sue alterazioni statiche e dinamiche, oltre che classificare la patologia in 4 stadi.

Come si tratta l’Alluce Valgo?

Inizialmente si prova a contenere la sintomatologia attraverso terapie conservative che possono prevedere:

  • uso di scarpe comode con pianta larga e tacco basso,
  • ai tutori o dispositivi medici particolari,
  • plantari,
  • farmaci antidolorifici (FANS e corticosteroidi, topici o in alcuni iniettati a livello locale),
  • terapia fisica (crioterapia) e fisioterapia.

Se le terapie conservative non sono più efficaci, occorrerà procedere con l’intervento chirurgico: agendo a livello delle parti molli, ossee o entrambe, mira al riallineamento dell’alluce, al controllo della metatarsalgia centrale e all’eliminazione delle sporgenze ossee della “cipolla”.

Solitamente sono interventi eseguiti in anestesia locale e prevedono l’utilizzo della radiografia per le verifiche finali e intermedie.

Esistono tantissime tecniche chirurgiche per la correzione dell’alluce valgo, tra queste possono essere annoverate:

  • Osteotomia distale del primo osso metatarsale con la tecnica di Austin o Chevron;
  • P.D.O. (percutaneous distal osteotomy), ovvero osteotomia percutanea distale.

Le dimissioni ospedaliere avvengono nel giro di 24-48 ore, in modo da favorire una precoce deambulazione del paziente, che avverrà con l’utilizzo di apposite calzature.

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