Che cos’è l’artrosi?

L’artrosi (o osteoartrosi) è una patologia cronica caratterizzata dalla progressiva distruzione della cartilagine articolare. È la patologia reumatica più frequente: infatti, colpisce milioni di persone e l’incidenza della malattia aumenta con il progredire dell’età; le donne dopo la menopausa hanno una aumentata predisposizione a sviluppare artrosi rispetto agli uomini.

Quali sono le cause dell’artrosi?

L’artrosi si verifica quando la cartilagine che ammortizza le estremità ossee delle articolazioni si deteriora gradualmente. Questo danno alla cartilagine può essere sostenuto da fattori idiopatici intrinseci alla cartilagine stessa oppure da cause esterne, che alterano la struttura biologica o meccanica della cartilagine. Numerosi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare artrosi; vi sono inclusi:

  • Età avanzata: il rischio di artrosi aumenta con l’età.
  • Sesso: le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare l’artrosi, probabilmente per fattori ormonali.
  • Obesità: il peso corporeo in eccesso contribuisce all’osteoartrosi in diversi modi e, maggiore è il peso, maggiore è il rischio. L’aumento di peso aumenta lo stress sulle articolazioni portanti, come i fianchi e le ginocchia. Inoltre, il tessuto adiposo rilascia molecole ​​che possono causare infiammazioni dannose a carico delle articolazioni.
  • Lesioni articolari: traumi da sport, da incidenti possono aumentare il rischio di artrosi. Anche gli infortuni che si sono verificati molti anni prima e apparentemente guariti senza lasciare esiti possono aumentare il rischio di artrosi.
  • Alcune occupazioni: se lavoro svolto include attività che pongono uno stress ripetitivo su una particolare articolazione, quell’articolazione potrebbe alla fine sviluppare un’artrosi.
  • Genetica: alcune persone ereditano una tendenza a sviluppare l’artrosi.

Come si manifesta l’artrosi?

Il sintomo più precoce che si manifesta nell’artrosi è il dolore, che abitualmente si aggrava con l’esercizio e migliora a riposo. È presente una rigidità mattutina, che non dura più di 15-30 minuti e che migliora con il movimento. Nel corso del tempo, i sintomi peggiorano e compaiono dolorabilità alla palpazione, rigidità, limitazioni funzionali del movimento e deformità ossee.

L’artrosi può coinvolgere qualsiasi articolazione e può comparire in forma localizzata o generalizzata:

  • La forma localizzata coinvolge singolarmente alcuni distretti: più comunemente sono interessati i piedi, le mani, le ginocchia, le anche e la colonna vertebrale; meno frequentemente le spalle, i polsi, le caviglie, le articolazioni sacro-iliache.
  • La forma generalizzata interessa fin dal principio tre o più articolazioni.

Come si fa diagnosi di artrosi?

La diagnosi di artrosi su basa su elementi clinici associati a rilievi laboratoristici e strumentali. Per poter formulare diagnosi di artrosi è necessaria la presenza di almeno tre delle seguenti sei caratteristiche cliniche:

  • Età > 50 anni;
  • Rigidità mattutina < 30 minuti;
  • Scrosci alla mobilizzazione attiva del ginocchio;
  • Dolorabilità ossea;
  • Slargamento osseo;
  • Assenza di calore al tatto.

I test di imaging utilizzati nel percorso diagnostico dell’artrosi includono:

  • Radiografie: il danno a carico della cartilagine è rivelato da un restringimento dello spazio tra le ossa nell’articolazione. Alcune persone possono presentare le alterazioni tipiche dell’osteoartrosi alla RX senza manifestare segni e sintomi clinici della malattia.
  • Risonanza magnetica: non è comunemente impiegata per diagnosticare l’artrosi ma può aiutare a fornire maggiori informazioni in casi complessi.

I test laboratoristici, come analisi del sangue o del liquido articolare, possono essere utili, specialmente per escludere altre malattie che entrano in diagnosi differenziale con l’artrosi – come gotta, artrite reumatoide ecc.

Qual è il trattamento dell’artrosi?

Non esiste una terapia eziologica dell’artrosi; in generale i trattamenti a disposizione si suddividono in tre grandi categorie: terapie non farmacologiche, terapie farmacologiche, terapia chirurgica. È bene sottolineare che la scelta terapeutica è il più possibile personalizzata ed adattata alle condizioni ed esigenze del singolo paziente.

  • Terapie non farmacologiche:
    1. Calo ponderale, ove indicato,
    2. Adeguata alternanza tra riposo e mobilizzazione dei distretti articolari interessati da artrosi,
    3. Trattamenti fisioterapici,
    4. Utilizzo di tutori e dispositivi di supporto funzionale e di stabilizzazione articolare,
    5. Educare il paziente a sostenere uno stile di vita adeguato.
  • Terapie farmacologiche: vengono impiegati in prima battuta farmaci per il controllo del dolore, come paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); in seconda linea è possibile l’uso di oppioidi. Un valido presidio può essere costituito dalla iniezione intrarticolare di acido ialuronico, mentre l’iniezione di corticosteroidi è riservata solo quando coesiste un processo infiammatorio.
  • Terapia chirurgica: è indicata quando il dolore non è più controllato a livello farmacologico o quando il processo artrosico ha compromesso significativamente la qualità di vita del paziente; possono essere effettuati semplici interventi artroscopici che prevedono la “pulizia” della articolazione, osteotomie o sostituzioni dell’articolazione con protesi.

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