Che cos’è l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune caratterizzata da una poliartrite simmetrica periferica. È la forma più comune di artrite cronica infiammatoria e può determinare gravi danni con deformazione delle articolazioni colpite. Inoltre, essendo una malattia sistemica, l’artrite reumatoide può presentare una varietà di condizioni cliniche extra-articolari a carico di polmone, cuore, vasi sanguigni, cute, occhio.

Quali sono le cause dell’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide colpisce approssimativamente lo 0,5-1% della popolazione mondiale; è una malattia che non ha una singola causa alla base e che, invece, è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali: tali fattori determinano una disregolazione del sistema immunitario che si traduce in una perdita di tolleranza verso i componenti del nostro corpo, meccanismo comune delle malattie autoimmuni. Nell’artrite reumatoide, il bersaglio degli anticorpi è costituito dalla membrana sinoviale presente all’interno delle articolazioni.

Da oltre trent’anni è stata individuata una predisposizione genetica alla base dell’artrite reumatoide: gli alleli riconosciuti che conferiscono il rischio di sviluppare la malattia appartengono al complesso maggiore di istocompatibilità – in particolare HLA-DR1 e HLA-DR4. Tra i geni non appartenenti al complesso maggiore di istocompatibilità che contribuiscono al rischio di sviluppare l’artrite reumatoide troviamo il gene PTPN22, che codifica per una proteina che regola i linfociti T e B. Numerosi fattori ambientali sono implicati nella patogenesi dell’artrite reumatoide, come il fumo di sigaretta. Inoltre, sembra che alcune infezioni – come quella da virus di Epstein-Barr o da Mycobacterium Tubercolosis – possano essere coinvolte nella genesi della malattia agendo da “triggers” per l’innesco del processo infiammatorio.

Come si manifesta l’artrite reumatoide?

L’incidenza dell’artrite reumatoide è maggiore nella fascia di età compresa tra i 25 ed i 55 anni e, come molte altre malattie autoimmuni, le donne sono colpite maggiormente, con un rapporto di 2-3:1 rispetto agli uomini. I sintomi con cui si manifesta la malattia sono il risultato del processo infiammatorio a carico di articolazioni, tendini e borse sinoviali: tipicamente, l’artrite reumatoide colpisce le piccole articolazioni delle mani e dei piedi – polso, metacarpo-falangea e interfalangea prossimale sono le articolazioni più colpite – e la malattia può presentarsi, sin dal principio, con l’interessamento di una o più articolazioni, generalmente con distribuzione simmetrica – ad esempio la malattia può esordire con l’interessamento di due articolazioni della mano ad entrambe le mani. Classicamente, i pazienti affetti da artrite reumatoide lamentano dolore, gonfiore ed una rigidità articolare mattutina che dura più di un’ora e che migliora con l’attività fisica.

Nel corso del tempo, la malattia può estendersi ad altre articolazioni, incluse le grandi articolazioni come spalla e ginocchio, mentre è più raro l’interessamento della colonna vertebrale. L’infiammazione cronica può progressivamente condurre alla distruzione delle articolazioni con perdita di funzionalità delle stesse, esitando in deformità irreversibili.

Le manifestazioni extra-articolari possono svilupparsi durante il decorso dell’artrite reumatoide o, in alcuni casi, presentarsi addirittura prima dell’artrite; solitamente, i pazienti che vengono colpiti da tali condizioni presentano una storia di artrite reumatoide con precoce e significativa disabilità fisica. Le manifestazioni extra-articolari più frequenti sono noduli sottocutanei, sindrome di Sjogren secondaria, noduli polmonari ed anemia; più raramente si riscontrano pericarditi, vasculiti e neuropatie.

Come si fa diagnosi di artrite reumatoide?

La diagnosi di artrite reumatoide si basa sui segni e sui sintomi della malattia con il supplemento di informazioni ottenute a livello laboratoristico e radiologico; i criteri classificativi sono stati revisionati nel 2010 dall’ACR (American College of Rheumatology) e dall’EULAR (European League Against Rheumatism) e richiedono, su un punteggio che va da 0 a 10, un valore maggiore o uguale a 6 per poter porre diagnosi di Artrite Reumatoide.

Qual è il trattamento dell’artrite reumatoide?

Nel trattamento dell’artrite reumatoide vengono utilizzate numerose classi di farmaci sia per il miglioramento dei sintomi sia per modificare il decorso naturale della malattia. Trovano impiego farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), glucocorticoidi, farmaci immunosoppressori – come il methotrexate e la leflunomide – e farmaci biologici – sono molecole che vanno ad agire contro dei fattori dell’infiammazione come le interleuchine, il TNF-α o i linfociti B.

Il trattamento è ritagliato specificamente per ciascun paziente, poiché la malattia si manifesta con gravità differente nei vari pazienti e può presentare una evoluzione diversa che richiede approcci terapeutici più aggressivi.

In casi selezionati è possibile anche ricorrere alla chirurgia: in tal senso, la Clinica Pierangeli si pone all’avanguardia nel trattamento chirurgico del paziente con artrite reumatoide.

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