Di Chiara Di Lucente

Indaghiamo la crescente preoccupazione per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti, dalla pandemia di Covid-19 alle strategie di prevenzione e trattamento

salute mentale

La salute mentale dei giovani finalmente sta ricevendo l’attenzione che merita”: titola così un editoriale pubblicato sul sito della rivista scientifica Nature.com, pubblicato nell’Ottobre 2021, in piena pandemia di Covid-19. In effetti, la salute mentale dei bambini e degli adolescenti è un argomento di crescente rilevanza e preoccupazione: in un’epoca in cui le pressioni della vita quotidiana, l’uso a volte eccessivo della tecnologia e le conseguenze di una pandemia globale hanno introdotto nuove sfide, diventa più che mai imperativo affrontare e promuovere la salute mentale nelle persone più giovani. Il benessere psicologico di questa fascia d’età, infatti, è cruciale per garantire un futuro sano e prospero per le generazioni a venire.

Come riporta il documento informativo sui risultati del Progetto concluso nel 2023 “#WITH YOU, Wellness Training For Health – La Psicologia con te” condotto da Unicef Italia e l’Unità Operativa Semplice di Psicologia Clinica, in accordo con la Direzione Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, la salute mentale è la base delle capacità umane, comprese la riflessione, l’esperienza emotiva, l’apprendimento, il lavoro, la creazione di relazioni significative e il contributo alla comunità e al mondo in generale. Essa va oltre la mera assenza di malattia e abbraccia il benessere emotivo, psicologico e sociale di ogni individuo. Anche per le generazioni più giovani la salute mentale implica la capacità di affrontare con successo le sfide della vita, sviluppare relazioni soddisfacenti, adattarsi ai cambiamenti, utilizzare strategie di coping adeguate, raggiungere il proprio potenziale e acquisire competenze per navigare nei vari contesti di vita. Per questi motivi, la promozione e la tutela della salute mentale sono diritti fondamentali che vanno sostenuti e difesi per tutti, specialmente in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, celebrata il 10 ottobre di ogni anno.

I disturbi più comuni e qualche numero

Ma qual è la situazione attuale relativa alla salute mentale di bambini e adolescenti? Secondo le ultime stime dell’Unicef e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a livello globale un giovane di età compresa tra i 10 e i 19 anni su sette (circa il 14% del totale) convive con un disturbo mentale diagnosticato, con tassi più elevati nelle aree del Medio Oriente e del Nord Africa, in Nord America e in Europa Occidentale. Come vedremo più avanti, l’ansia e la depressione sono piuttosto comuni, costituendo il 40% di tali disturbi. In Italia, prima dell’insorgenza della pandemia, la percentuale di persone con problemi di salute mentale si attestava tra l’18% e il 20% della popolazione, corrispondente a circa 1,8-2 milioni di minorenni. Nel 2019, si stimava che il 16,6% dei giovani compresi tra i 10 e i 19 anni (circa 956.000 individui) avesse a che fare con disturbi di salute mentale, con una maggiore prevalenza tra le ragazze (17,2%) rispetto ai ragazzi (16,1%), che aumentava progressivamente con l’età. Purtroppo, numerosi studi hanno osservato un aumento della sofferenza psicologica tra i giovani: per esempio, ricerche condotte negli Stati Uniti dal 2005 al 2017 hanno rilevato un incremento dei tassi di depressione negli adolescenti. Non solo: la pandemia di Covid-19 ha anche contribuito a un aumento dell’ansia e della depressione tra i giovani, a causa della chiusura delle scuole e dell’isolamento sociale. Le misure di prevenzione legate alla pandemia, infatti, hanno limitato le opportunità di socializzazione, che sono fondamentali per il benessere mentale dei bambini e degli adolescenti, portando a significativi cambiamenti nelle loro vite quotidiane e nelle loro relazioni sociali. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, durante la pandemia, circa 9 milioni di bambini e adolescenti sono stati esposti a un contesto di emergenza, che probabilmente ha avuto effetti negativi sulla loro salute mentale. Lo stress legato a vari fattori, come la paura del contagio, la noia, la mancanza di informazioni adeguate e le difficoltà economiche familiari, potrebbe aver contribuito all’aumento dei sintomi di ansia e depressione.

Prima di entrare maggiormente in dettaglio, occorre fare una premessa: è normale che i bambini e i giovani vivano vari tipi di disagio emotivo durante il loro sviluppo, e fa parte del processo stesso di maturazione e poi di transizione verso l’età adulta. Per esempio, è comune che i bambini provino ansia per la scuola, o che i giovani attraversino brevi e transitori periodi di depressione. Tuttavia, quando i sintomi persistono o sono di notevole intensità, potrebbe essere il momento di cercare un supporto professionale: i bambini e gli adolescenti possono sperimentare una serie di disturbi mentali e di natura comportamentale che possono influenzare la loro salute e il loro benessere anche a lungo termine. Vediamo i più diffusi:

  • Disturbi emotivi: gli adolescenti spesso affrontano disturbi d’ansia e depressione, con il 3,6% degli adolescenti di 10-14 anni e il 4,6% di quelli di 15-19 anni che soffre di disturbi d’ansia, e l’1,1% dei ragazzi più giovani e il 2,8% dei ragazzi più grandi che sperimenta i sintomi depressivi; questi disturbi possono avere un impatto significativo sulla frequenza scolastica, sul rendimento accademico, sulla sfera sociale e sulla qualità della vita in generale.
  • Disturbi comportamentali e del neurosviluppo: i disturbi del neurosviluppo come l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e disturbi comportamentali come il disturbo della condotta (disturbo caratterizzato dalla tendenza a violare le regole imposte dal contesto esterno e da comportamenti spesso violenti) sono più comuni tra gli adolescenti più giovani. Il 3,1% degli adolescenti di 10-14 anni e il 2,4% di quelli di 15-19 anni sono diagnosticati come Adhd, caratterizzato, tra le altre cose, in difficoltà a focalizzare l’attenzione, iperattività e impulsività. Il disturbo della condotta colpisce il 3,6% degli adolescenti più giovani e il 2,4% di quelli più grandi, impattando il percorso educativo e nei casi più gravi portando a comportamenti criminali.
  • Disturbi Alimentari: i disturbi alimentari, come l’anoressia e la bulimia nervosa, ma non solo, sono comuni tra gli adolescenti e possono causare comportamenti problematici legati all’alimentazione e a un’eccessiva preoccupazione per il cibo, spesso accompagnati all’apprensione estrema per il proprio peso corporeo. Questo tipo di disturbi espongono i giovani a un maggior rischio di sviluppare altre condizioni come la depressione; inoltre nei casi più gravi l’anoressia nervosa può essere letale, con una mortalità più alta rispetto ad altri disturbi mentali.
  • Psicosi: emergono più comunemente alla fine dell’adolescenza o all’inizio dell’età adulta e i sintomi possono includere allucinazioni o deliri. Queste esperienze possono compromettere la capacità di un adolescente di partecipare alla vita quotidiana, all’istruzione e spesso portano a stigma o a violazioni dei diritti umani.
  • Suicidio e autolesionismo: a livello globale rappresenta una delle cinque principali cause di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Non solo: in Europa occidentale, per questa fascia di popolazione, il suicidio rappresenta addirittura la seconda causa di mortalità, con una frequenza di 4 casi su 100.000, seconda solo agli incidenti stradali. I fattori di rischio per il suicidio sono multifattoriali e includono un uso dannoso dell’alcol, abusi nell’infanzia, stigma nei confronti della ricerca di aiuto, ostacoli all’accesso alle cure e accesso ai mezzi di suicidio.
  • Comportamenti a rischio: molti comportamenti a rischio per la salute, come l’uso o l’abuso di sostanze come alcool o droghe, oppure comportamenti sessuali a rischio, iniziano durante l’adolescenza. Questi comportamenti possono essere adottati per far fronte alle difficoltà emotive e possono influenzare gravemente il benessere mentale e fisico di un adolescente.

I fattori di rischio e l’importanza di un approccio multidisciplinare

Andando a ricercare le cause di questi disturbi, esistono diversi fattori di rischio che hanno un impatto sulla salute mentale di bambini e adolescenti, come eventi avversi nel corso della vita, la pressione dei coetanei per conformarsi, l’esplorazione dell’identità, l’influenza dei media e degli stereotipi di genere. Anche la qualità della vita familiare e le relazioni con i coetanei giocano un ruolo importante. Inoltre, alcuni bambini e adolescenti, come quelli in contesti difficili, con malattie croniche o altre condizioni, sono più a rischio di disturbi mentali. Infine, eventi traumatici possono avere un forte impatto sulla salute mentale dei giovani, aumentando il rischio di disturbi psichiatrici; tuttavia, i sintomi di sofferenza spesso vengono sottovalutati, con conseguenze gravi per il loro sviluppo fisico e psicologico. L’infanzia e l’adolescenza sono tappe cruciali nella vita di ogni individuo, in cui si affrontano le sfide principali legate alla salute mentale. È di fondamentale importanza promuovere azioni preventive che sostengano il benessere psico-sociale dei giovani e che facilitino l’accesso ai servizi di salute mentale.

Riguardo le possibili soluzioni, i ricercatori stanno esplorando meccanismi fisiologici alternativi per il trattamento della depressione e dell’ansia giovanile, mirando a sviluppare nuove terapie al di là dei comuni inibitori selettivi del reuptake della serotonina, classe di antidepressivi che generalmente viene utilizzata per trattare diversi disturbi legati alla salute mentale. Una via di ricerca coinvolge possibili collegamenti tra la depressione e le malattie infiammatorie come l’asma, le malattie cardiovascolari e le malattie infiammatorie intestinali, poiché molte persone adulte con depressione soffrono anche di tali disturbi; tuttavia, si tratta di linee di ricerca piuttosto preliminari, che devono essere indagate in maniera più approfondita. D’altro canto, molti studi hanno trovato che, in dete