Di Chiara Di Lucente

Man mano che l’età avanza, aumentano gli acciacchi, e soprattutto, dolori e doloretti alle articolazioni: spesso questa condizione può essere davvero debilitante, e nella maggior parte delle volte dipende da una malattia cronica e progressiva che prende il nome di osteoartrosi (oppure artrosi). Vediamo insieme di cosa si tratta.
L’osteoartrosi è una malattia causata da una progressiva erosione delle cartilagini, i tessuti presenti all’interno delle articolazioni e che impediscono l’attrito e l’usura ai capi delle ossa che si trovano vicine tra loro. Nel corso della vita, è normale che la cartilagine si danneggi, ma questo fenomeno, in assenza di patologie, viene tenuto a bada dai meccanismi di equilibrio dell’organismo. Quando la cartilagine si consuma e non viene ripristinata, però, specie nelle articolazioni in cui grava il peso del corpo, come le ginocchia, le anche, le vertebre della zona lombare e della zona cervicale della schiena (ma anche le articolazioni delle mani e delle spalle), essa causa dolore, gonfiore e problemi di movimento dell’articolazione; possono inoltre svilupparsi escrescenze ossee e l’area può diventare rossa e gonfia. Il sintomo più comune che si manifesta nell’artrosi è quindi il dolore, che abitualmente si aggrava con l’esercizio e migliora a riposo, oltre a una rigidità articolare che si presenta soprattutto al mattino ma migliora con in movimento. L’osteoartrosi può coinvolgere solo alcuni distretti, oppure tre o più articolazioni contemporaneamente.
Trattandosi di una malattia progressiva, i cui sintomi spesso insorgono a distanza di anni, è una patologia tipica del nostro tempo, in cui l’età media della popolazione è aumentata sempre di più, e con essa, le malattie croniche. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, l’osteoartrosi colpisce il 16,4% delle persone in Italia, e la prevalenza di queste patologie aumenta con l’età e presenta nette differenze di genere (tra gli over 75enni, il 68,2% delle donne e il 48,7% degli uomini dichiarano di soffrire di artrosi/artrite e il 49% delle donne e l’11,1% degli uomini di osteoporosi). Non che sia una malattia esclusiva del ventunesimo secolo: l’osteoartrosi colpisce le persone, soprattutto quelle di una certa età, da sempre. Un illustre esempio è Michelangelo Buonarroti. Morto a Roma nel 1564, è considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: oltre alle sue opere, anche la sua vita è stata studiata attentamente. Numerose prove storiografiche suggeriscono che verso la fine della sua vita lo scultore e pittore soffrisse di una malattia alle articolazioni, che fino a poco tempo fa si credeva fosse gotta, malattia del metabolismo caratterizzata da uno stato di infiammazione cronica. Tuttavia, uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista Journal of the Royal Society of Medicine, riporta evidenze differenti: la ricerca, che ha analizzato tre dipinti ritraenti l’artista a 60-65 anni, sottolinea come le articolazioni della mano sinistra di Michelangelo siano state rappresentate leggermente deformate. Gli autori dello studio hanno azzardato una diagnosi: Michelangelo probabilmente soffriva di artrosi. Probabilmente, inoltre sarebbe stata proprio l’intensa attività artistica a salvarlo da un decorso rapido della malattia.
I fattori di rischio, i trattamenti e la prevenzione dell’osteoartrosi
Tornando a noi: genere ed età, quindi, sono i due principali fattori di rischio per l’insorgenza di osteoartrosi. Se ai tempi di Michelangelo arrivare agli 88 anni era considerato un lusso, adesso questo numero rappresenta l’età media delle persone nei paesi industrializzati: la naturale conseguenza è una maggiore incidenza di malattie croniche progressive come l’osteoartrosi. Comunque sia, l’osteoartrosi è considerata una malattia detta idiopatica, ovvero di cui non si conoscono le cause precise, ma sono solamente noti i fattori in grado di aumentare il rischio di insorgenza della malattia. Pertanto, oltre a età e genere, vi possono essere diverse cause in grado di aumentare il rischio di sviluppare artrosi, tra cui le lesioni articolari (lesioni e traumi a carico delle articolazioni che si verificano soprattutto quando non si ha avuto abbastanza tempo per guarire dopo un infortunio o un’operazione chirurgica), patologie come l’artrite reumatoide o la gotta, l’obesità e l’inattività fisica.
Poiché si tratta di una malattia cronica e progressiva, non esiste una cura per l’artrosi, ma non è detto che la condizione peggiori necessariamente nel corso del tempo. Esistono infatti numerosi trattamenti per alleviare i sintomi e impedirne la progressione: tra questi, principalmente si adottano misure volte a modificare gli stili di vita. Per facilitare la vita quotidiana e alleviare il dolore, vengono anche prescritte specifiche classi di antidolorifici e in alcuni casi, in cui altri trattamenti non sono stati utili, può essere preso in considerazione anche un intervento chirurgico per riparare, rafforzare o sostituire le articolazioni danneggiate, attraverso anche l’impianto di protesi artificiali. L’esercizio fisico è uno dei trattamenti più importanti per le persone con osteoartrosi: le linee guida suggeriscono la combinazione di esercizi per rafforzare i muscoli ed esercizi per migliorare la forma fisica generale come ottimale. L’esercizio fisico inoltre facilita la perdita di peso, migliora la postura e allevia lo stress: tutto ciò sarà in grado di alleviare i sintomi dell’osteoartrosi. Se praticata in maniera controllata, pertanto, l’attività fisica rimane una delle principali strategie per tenere sotto controllo questa malattia. Del resto, è quello che è emerso anche dalla vita di Michelangelo: secondo lo studio citato all’inizio di questo articolo, sembrerebbe che il lavoro di pittura intenso avrebbe aiutato l’artista a mantenere l’uso delle mani fino alla sua morte.
Fonti:
- ISS- Osteoartrosi
- https://www.epicentro.iss.it/muscolo-scheletriche/epidemiologia-italia
- Hsu H, Siwiec RM. Knee Osteoarthritis. 2021 Jul 2. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2021 Jan–. PMID: 29939661.