Di Chiara Di Lucente
menopausa

Pubblicato nel 1987 e portato sullo schermo con grande successo nel 1991, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg racconta la storia di Evelyn Couch, casalinga quarantottenne intrappolata in una fase di profonda insoddisfazione personale. La partenza dei figli, un matrimonio spento e i primi segnali della menopausa la fanno sentire sospesa in una terra di mezzo, “troppo giovane per essere vecchia e troppo vecchia per essere giovane”. L’incontro con l’anziana Ninny Threadgoode cambia però la traiettoria della sua esistenza: attraverso i racconti ambientati nella cittadina immaginaria di Whistle Stop, in Alabama, Evelyn riscopre progressivamente il desiderio di agire e di ridefinire il proprio futuro. Nel corso degli anni, il romanzo è diventato un classico, anche grazie a un elemento piuttosto insolito, soprattutto in quegli anni: una protagonista femminile collocata in una fase della vita raramente rappresentata, e ancora oggi spesso circondata da reticenze e stereotipi: la menopausa. Nell’articolo di oggi cercheremo di tracciarne non solo i confini prettamente biologici, ma anche le narrazioni attorno alla menopausa e come fare per vivere questo momento di trasformazione al meglio.

Cos’è la menopausa e come cambia il corpo

Prima di affrontarne le implicazioni culturali ed esistenziali, chiariamo dal punto di vista medico cosa si intenda per menopausa. La menopausa è un evento fisiologico naturale nella vita di ogni donna che segna la fine permanente del ciclo mestruale e della fertilità. Pur potendo essere accompagnata da sintomi che incidono sul benessere fisico e psicologico, la menopausa non è una malattia, ma una normale tappa evolutiva dell’esistenza. Dal punto di vista biologico, si verifica quando le ovaie, esaurendo la propria riserva di follicoli, smettono di produrre gli ormoni sessuali riproduttivi, principalmente estrogeni e progesterone. Come riportano le fonti mediche, si può parlare ufficialmente di menopausa solo dopo che si è verificata un’assenza ininterrotta delle mestruazioni per almeno 12 mesi consecutivi. Prima di questo, la donna attraversa un periodo chiamato pre-menopausa o peri-menopausa, che può durare anni ed è caratterizzato da cicli irregolari e dalla comparsa dei primi sintomi legati al calo degli estrogeni. In genere, la menopausa si presenta in un’età compresa tra i 45 e i 55 anni. Quando si manifesta prima dei 45 anni, si parla di menopausa precoce, una condizione che può essere naturale oppure indotta da fattori esterni come l’asportazione chirurgica delle ovaie o cure mediche come chemio e radioterapia.

Ma come avviene questo cambiamento e come si modifica il corpo durante la menopausa?

  • Alterazioni della temperatura corporea, forse il sintomo più frequente e riconosciuto. La riorganizzazione del cervello e dei suoi recettori ormonali comporta cambiamenti nella regolazione della temperatura corporea: questo si manifesta con i classici sintomi vasomotori, che includono vampate di calore, sudorazione eccessiva notturna, improvvisi arrossamenti del viso e palpitazioni.
  • Il calo degli estrogeni, poi, ha un impatto diretto sui tessuti urogenitali: si assiste all’assottigliamento e alla riduzione dell’elasticità della mucosa di questi tessuti, con conseguente secchezza vaginale, prurito, bruciore e possibile dolore durante i rapporti sessuali. A livello urinario, la diminuzione dell’elasticità dei tessuti della vagina e dell’uretra può causare incontinenza urinaria. Inoltre, può aumentare l’incidenza di infezioni ricorrenti del tratto urinario, come le cistiti, a causa dell’alterazione del pH vaginale.
  • Cambiamenti metabolici, fisici e muscolo-scheletrici: il metabolismo rallenta spontaneamente, rendendo più facile l’aumento di peso a parità di calorie consumate; molte donne sviluppano dolori muscolari, mal di schiena, dolori articolari (artralgie), senso di stanchezza e una graduale perdita di massa e forza muscolare (sarcopenia).
  • Cambiamenti neurologici e psicologici: la menopausa è in grado di modificare la chimica e la connettività cerebrale. Questo si traduce in sbalzi d’umore, irritabilità, ansia e depressione; anche le facoltà cognitive possono risentirne temporaneamente, manifestandosi con calo della memoria, “nebbia mentale” e perdita di concentrazione. Inoltre, il ciclo del sonno viene spesso interrotto, non solo per via delle sudorazioni notturne, portando a insonnia. Infine, il calo ormonale può determinare una diminuzione della libido e della soddisfazione sessuale. In alcune donne, le emicranie possono cambiare di intensità o peggiorare nella fase iniziale.
  • La carenza di estrogeni genera cambiamenti a livello sistemico e lungo termine: si altera l’equilibrio del rimodellamento osseo, portando a una rapida perdita di calcio e minerali. Le ossa diventano più fragili, con un aumentato rischio di osteoporosi e fratture. Inoltre, mancando l’effetto protettivo degli estrogeni, si verificano cambiamenti nel profilo lipidico e nella funzione dei vasi sanguigni, che comportano un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiache e vascolari.

Cosa fare per vivere la menopausa al meglio

Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, l’ingresso in menopausa rappresenta un’occasione preziosa per fare un controllo del proprio stato di salute e adottare cambiamenti nello stile di vita, utili sia per alleviare i sintomi a breve termine sia per prevenire complicazioni di salute a lungo termine. Ecco i principali cambiamenti e accorgimenti che si possono adottare:

  • Sana alimentazione: privilegiare il consumo di frutta, verdura e cereali, riducendo invece l’assunzione di zuccheri, oli e grassi saturi. È inoltre raccomandato seguire una dieta ricca di calcio, vitamine (specialmente la vitamina D) e minerali per proteggere la salute delle ossa e ridurre il rischio di osteoporosi.

  • L’attività fisica regolare è fondamentale: si raccomandano circa 150 minuti di esercizio cardiovascolare a settimana e 2-3 giorni di esercizi di resistenza (sollevamento pesi o a carico naturale). Questo aiuta a preservare la densità ossea, mantenere il peso forma, ridurre le vampate, migliorare l’umore e la qualità del sonno. Per contrastare eventuali problemi di incontinenza urinaria, è molto utile eseguire regolarmente esercizi mirati al rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico.
  • Non è mai troppo tardi per correggere le cattive abitudini: abbandonare il fumo è fortemente raccomandato, poiché le sigarette non solo possono peggiorare le vampate di calore, ma aumentano anche significativamente il rischio di osteoporosi, malattie cardiovascolari e ictus. Inoltre limitare l’abuso di caffeina e alcol può rendere migliore il riposo notturno e ridurre la frequenza delle vampate di calore.

Ci teniamo a sottolinearlo, la menopausa non è una malattia, ma con alcuni accorgimenti pratici anche i sintomi più fastidiosi possono essere limitati e gestiti in maniera efficace. L’Istituto Superiore di Sanità ne elenca alcuni:

  • Contro le vampate, è consigliabile vestirsi a strati per potersi alleggerire rapidamente all’occorrenza, abbassare la temperatura degli ambienti, usare ventilatori e bere acqua fredda. È utile anche evitare cibi piccanti, bevande calde e situazioni di forte stress.
  • Per l’insonnia, invece, oltre a evitare caffeina e alcol la sera, si sconsiglia di praticare esercizio fisico intenso poco prima di coricarsi. Se il sonno è disturbato dal calore, può aiutare alleggerire le coperte o fare una doccia fresca prima di andare a letto.
  • Per la secchezza vaginale si possono utilizzare lubrificanti a base d’acqua o creme idratanti, prestando attenzione a evitare prodotti contenenti glicerina se si è sensibili a questa sostanza. Inoltre, mantenere un’attività sessuale regolare è utile perché favorisce un maggiore afflusso di sangue alla vagina, preservandone i tessuti.


Se questi accorgimenti legati allo stile di vita non dovessero essere sufficienti a gestire sintomi particolarmente intensi, è possibile rivolgersi al proprio specialista per valutare l’inizio di una terapia ormonale sostitutiva (TOS),per alleviare i disturbi sistemici come vampate e insonnia, o l’utilizzo di terapie locali a base di estrogeni (creme o ovuli) specifiche per risolvere la secchezza e i fastidi genito-urinari.

Insomma, nonostante alcune narrazioni dominanti continuino spesso a interpretarla come un’esclusiva perdita di una funzione biologica, la menopausa rappresenta un processo di profonda riorganizzazione fisica e mentale, che può estendersi per circa un decennio e che non è unicamente associato alla perdita. Questa transizione può essere letta come una fase che segna l’apertura a una nuova configurazione dell’identità e dell’esperienza di sé. La cultura occidentale è stata a lungo permeata dall’ageismo, diffondendo una narrazione che dipingeva le donne in età avanzata come asessuate, invisibili e meno produttive. Ma l’idea di declino non è universale. In diverse culture, la narrazione della menopausa è sempre stata legata all’acquisizione di potere. Presso la società dei Baruya in Nuova Guinea o dei Lobi in Burkina Faso, la menopausa conferisce alle donne autorità e libertà che non sono permesse durante gli anni fertili. In Giappone, sottolinea Cinzia Bigliosi in un articolo pubblicato su Doppiozero, il termine usato per la menopausa è konenki, che non indica una fine, ma letteralmente un “periodo di cambiamento e di rinnovamento”. Oggi decenni di silenzio si stanno sgretolando grazie a libri, documentari, social media e personaggi pubblici che parlano apertamente delle proprie esperienze. Basti pensare al memoir dell’attrice Naomi Watts Il coraggio di parlarne. Tutto quello che avrei voluto sapere sulla menopausa, che racconta la diagnosi di menopausa precoce ricevuta a trentasei anni e il senso di disorientamento generato non solo dalla prospettiva della perdita di fertilità, ma anche dall’assenza di un linguaggio condiviso capace di nominare quell’esperienza senza stigma. Il cambiamento culturale è già in atto, e, come suggerisce l’esempio giapponese, la sfida di oggi non consiste nel contrastare la trasformazione, ma nel riconoscerla e attraversarla come una fase di rinnovamento, capace di aprire nuovi spazi di significato e possibilità.

Fonti: