Le ovaie o gonadi sono gli organi sessuali femminili deputati alla produzione dei gameti (cellule uovo) e degli ormoni sessuali. Sono due e hanno la forma di un fagiolo, sono situate nella pelvi ai lati dell’utero.

Il tumore dell’ovaio deriva dalla proliferazione anomala e incontrollata delle cellule che compongono la gonade, nel 90 % dei casi cellule epiteliali di rivestimento della superficie dell’ovaio. Il tumore ovarico nel 60 % dei casi viene diagnosticato già in fase avanzata di malattia peggiorando la prognosi. Questo perché è un tumore che si mantiene asintomatico per molto tempo e perché non esistono attualmente esami di screening che permettono di fare una diagnosi precoce di malattia.

Tipologie di tumore dell’ovaio

In base alla struttura anatomica di derivazione, esistono tre tipi di tumore dell’ovaio:

  • Tumori epiteliali: rappresentano il 90 % dei tumori dell’ovaio, colpiscono le donne in età medio-avanzata e derivano dalla proliferazione incontrollata delle cellule della superficie ovarica.
  • Tumori germinali: costituiscono l’1-2 % delle neoplasie ovariche. Sono tumori molto eterogenei, colpiscono più frequentemente le giovani donne (rappresentano il 90 % dei tumori in età prepubere) e derivano dalle cellule germinali che danno origine agli ovuli.
  • Tumori stromali: sono neoplasie rare e originano dallo stroma gonadico (tessuto di sostegno dell’ovaio) che produce gli estrogeni e il progesterone.

In base al comportamento biologico, i tumori dell’ovaio si distinguono in benigni, maligni e a basso potenziale di malignità (borderline).

Quali sono i fattori di rischio?

La patogenesi del tumore dell’ovaio è multifattoriale e coinvolge:

  • Fattori genetici: storia familiare di tumore dell’ovaio, mutazioni genetiche (BRCA1 e BRCA 2), malattie ereditarie (sindrome di Lynch).
  • Fattori ambientali: menarca precoce, menopausa tardiva, obesità, esposizione a sostanze cancerogene, fumo, endometriosi.

È importante sottolineare che esistono fattori di protezione per il tumore dell’ovaio: multiparità (aver avuto più figli), allattamento al seno e terapia contraccettiva ormonale.

Quali sono i sintomi?

Il tumore dell’ovaio tende ad essere asintomatico per molto tempo e a dare manifestazione di sé solo in fase avanzata di malattia. I segni e sintomi più comuni sono:

  • Gonfiore addominale
  • Dolore addominale e/o pelvico
  • Bisogno frequente di urinare
  • Perdita di peso
  • Inappetenza
  • Perdite ematiche vaginali
  • Variazioni della normale attività intestinale

Come si fa la diagnosi?

In presenza di fattori di rischio e sintomatologia sospetta di patologia dell’apparato riproduttivo, è necessario sottoporsi a visita ginecologica, mediante la quale il medico ginecologo effettuerà indagini specifiche:

  • Ecografia transvaginale: è l’esame di primo livello, semplice e non doloroso che richiede l’utilizzo di una sonda ecografia inserita nella vagina. Permette una visualizzazione diretta e più dettagliata delle ovaie rispetto all’ecografia addominale; mediante l’utilizzo del color-Doppler identifica masse ovariche sospette e ne definisce le caratteristiche.
  • Analisi del sangue: mirate ad identificare aumento dei livelli nel sangue di marcatori tumorali specifici (CA125).

Dopo aver fatto diagnosi di tumore dell’ovaio, è necessario definire l’estensione della malattia mediante: TAC, risonanza magnetica (RM) e tomografia ad emissione di positroni (PET). In questo modo è possibile stadiare il tumore e scegliere la giusta modalità di trattamento. Spesso, in casi selezionati, si può ricorrere alla laparoscopia esplorativa. È una metodica chirurgica mini-invasiva che si basa sull’introduzione nell’addome mediante 3-4 piccoli fori di un laparoscopio munito di telecamera e collegato ad un monitor che permette di osservare direttamente la cavità addominale e gli organi in essa contenuti. È fondamentale per identificare metastasi da tumore ovarico non identificate con le metodiche descritte e per bioptizzare le lesioni tumorali al fine di definirne le caratteristiche microscopiche.

Come si tratta?

La gestione del tumore dell’ovaio è multimodale in quanto spesso la diagnosi viene effettuata in fase avanzata di malattia. Il trattamento si basa su:

  • Chirurgia: si basa su un’approccio chirurgico tradizionale (laparotomico) o mini-invasivo (laparoscopico). La chirurgia rappresenta uno step centrale del trattamento del tumore ovarico in quanto viene utilizzata sia a scopo diagnostico sia terapeutico. Nei tumori in stadio avanzato, lo scopo della chirurgia consiste nell’asportazione di tutto il tumore presente in addome (citoriduzione chirurgica). L’entità dell’intervento chirurgico varia in base allo stadio di malattia.
  • Chemioterapia: si basa sulla somministrazione di farmaci per via sistemica, solitamente in associazione (polichemioterapia). Si avvale di un trattamento farmacologico standard a base di paclitaxel e carboplatino che rappresenta la combinazione terapeutica di riferimento.
  • Terapia farmacologica mirata: si basa sull’utilizzo di farmaci che agiscono contro una particolare caratteristica del tumore. Può essere usata in associazione alla chemioterapia. Di solito si utilizzano farmaci che inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni tumorali (antiangiogenetici come Bevacizumab, commercializzato con il nome di Avastin ®).
  • Radioterapia: si basa sull’utilizzo di radiazioni in grado di distruggere le cellule tumorali. Non è molto utilizzata nel tumore dell’ovaio, occasionalmente in terapia di associazione per i tumori metastatici.

Come prevenire il tumore dell’ovaio?

Il tumore dell’ovaio spesso non ha una buona prognosi dando manifestazione di sé solo in fase avanzata. È possibile agire sui fattori di rischio ma non esistono metodiche di screening per una diagnosi precoce. È opportuno, in presenza di familiarità o fattori di rischio, sottoporsi a periodici controlli ginecologici.

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