I reni sono due organi parenchimatosi pari e simmetrici posti nella parte posteriore dell’addome, a livello lombare, ai lati della colonna vertebrale. Sono simili a due grossi fagioli di colore bruno-rossastro. Il rene è un organo escretore responsabile dell’eliminazione dei prodotti di scarto dell’organismo questi sono poi espulsi con le urine, che sono il prodotto finale della filtrazione renale ma ha un ruolo importante anche nel regolare la pressione sanguigna, l’equilibrio idrico ed elettrolitico dell’organismo, nel metabolismo del calcio e nella produzione dei globuli rossi. Il rene presenta al suo interno delle formazioni tubulari che ne garantiscono le funzioni e in genere il tumore del rene deriva proprio dalla proliferazione incontrollata di cellule che rivestono l’interno di questi tubuli, anche se talvolta può aver inizio anche da altri tessuti o dalla capsula che riveste esternamente l’organo. La probabilità di sviluppare questo tumore cresce con l’aumentare dell’età e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni, è più frequente negli uomini e nei Paesi occidentali.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

Le causa del tumore renale non è ancora ben chiara, è certo però che ci sono dei fattori rischio associati a questa patologia:

  • Fumo: è il principale fattore di rischio, il numero di sigarette fumate ogni giorno e il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all’aumento del rischio di questa malattia
  • Esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari: sono fortemente sospettati di possedere un’azione cancerogena l’amianto e il cadmio, la fenacetina e il torotrasto
  • Età: il rischio cresce con l’aumentare dell’età e il picco di incidenza è intorno ai 60 anni
  • Sesso: gli uomini hanno più probabilità di ammalarsi delle donne
  • Obesità
  • Ipertensione arteriosa
  • Dialisi di lunga durata
  • Alcool
  • Familiarità: il 5-8% dei tumori del rene risulta ereditario, di questi, la forma più frequente è quella associata alla sindrome di Von Hippel-Lindau
  • Malattia renale cronica allo stadio terminale

Tipologie di tumore del rene

I tumori a cellule renali comprendono un’ampia gamma di varianti istologiche. Le più frequenti sono:

  • il tumore a cellule chiare (80-90%), oltre ad essere la variante più frequente è anche quello a prognosi peggiore
  • Il tumore papillare (6-15%)
  • Il tumore cromofobo (2-5%)

Un altro tipo di tumore del rene, più raro, è rappresentato dai sarcomi nelle loro varie forme che originano in tessuti diversi (nella capsula oppure nelle strutture che circondano il rene). Nei bambini il tumore del rene più frequente è il nefroblastoma o tumore di Wilms che può presentarsi anche nell’adulto.

Quali sono i sintomi?

Sempre più frequentemente i tumori del rene vengono diagnosticati occasionalmente in fase precoce durante l’esecuzione di esami strumentali eseguiti per altre patologie. In questi casi le masse sono asintomatiche e  possono giovare di una terapia chirurgica (tumorectomia) con la quale è possibile asportare soltanto la massa risparmiando il rene sano. Se invece il tumore viene diagnosticato tardivamente allora si manifesta con la classica triade sintomatologia: sangue nelle urine (ematuria), dolore lombare e massa palpabile. Solo nel 10% dei casi sono presenti contemporaneamente questi tre sintomi e generalmente sono espressione di una malattia già in fase avanzata. Ci sono, poi, effetti più generali sull’organismo quali per esempio la perdita di peso, una marcata stanchezza, febbricola, anemia, ipertensione, ipercalcemia, insorgenza improvvisa di varicocele (dilatazione delle vene del testicolo). Il segnale più tipico, ma raro, è la presenza di sangue nelle urine. Il tumore del rene può dare metastasi tramite i vasi linfatici e/o i vasi sanguigni (può essere causa di trombosi della vena renale). I siti di metastatizzazione più frequenti sono il polmone, le ossa, il fegato, il cervello e il rene controlaterale.

Come si fa diagnosi di tumore del rene?

La diagnosi di tumore renale richiede una visita medica con valutazione dei sintomi e esame obiettivo. Per confermare il sospetto diagnostico si ricorre all’utilizzo delle seguenti metodiche diagnostiche:
- Ecografia addominale: è l’indagine strumentale di primo livello, non è invasiva e permette di individuare eventuali masse renali, definirne la natura (solida o liquida) e di individuare una eventuale dilatazione delle cavità renali o degli ureteri.

  • TAC e Risonanza magnetica: la TAC utilizza radiazioni ionizzanti mentre la Risonanza Magnetica utilizza campi magnetici e onde di radiofrequenza. Permettono di confermare la diagnosi e valutare l’estensione della malattia.
  • In alcuni casi è possibile eseguire anche una TAC del torace, una scintigrafia ossea e/o una scintigrafia renale per valutare la presenza di metastasi a distanza.
  • Biopsia renale: non rientra nel normale iter diagnostico del tumore renale ma può essere utile per determinare l’istologia di masse renali non ben identificate radiologicamente o per particolari modalità di trattamento del tumore stesso.

Come si cura?

La scelta del tipo di trattamento per il tumore del rene dipende dalle caratteristiche del tumore (stadio e aggressività) e dalle caratteristiche del paziente. La chirurgia rappresenta il trattamento principale per il tumore del rene, nei casi di tumore renale avanzato la nefrectomia radicale (rimozione del rene malato, dei linfonodi loco-regionali e della ghiandola surrenale) è il trattamento di scelta. Solo in caso di neoplasie di piccole dimensioni, confinate al rene, si può optare per la nefrectomia parziale che consiste nel rimuovere unicamente il tumore risparmiando il resto dell’organo. La nefrectomia può essere condotta con tecnica open, laparoscopica o robotica. La chemioterapia e la radioterapia del tumore del rene danno in genere scarsi risultati, possono essere utilizzate come approccio multidiscplinare nei casi in cui il cancro sia molto esteso e diffuso ad altri organi. La terapia medica con farmaci biologici può essere utilizzata nei casi di tumore renale metastatico in grado di inibire recettori molecolari responsabili della proliferazione neoplastica, migliorando significativamente la prognosi di questa malattia. Tali farmaci hanno la capacità di colpire in modo selettivo le cellule tumorali preservando quelle sane, riducendo così la tossicità per il paziente.

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