La stenosi mitralica è una condizione patologica in cui la valvola mitrale (che permette il passaggio di sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro) non funziona correttamente a causa di un restringimento (stenosi). In condizioni normali la valvola mitrale è formata da due sottili lembi mobili ancorati mediante corde tendinee a due muscoli (i muscoli papillari); i margini dei lembi si separano quando la valvola si apre, permettendo al sangue di passare dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro, e si riavvicinano quando la valvola si chiude, impedendo al sangue di tornare indietro. La presenza di una stenosi mitralica fa sì che, per permettere il passaggio del sangue dall’atrio al ventricolo sinistro, la pressione nell’atrio sinistro aumenti. Questo meccanismo compensatorio causa aumento della pressione nelle vene che dai polmoni riportano il sangue al cuore, con conseguente accumulo di liquido nei polmoni (congestione), e aumento della pressione nelle arterie polmonari (ipertensione polmonare), che sovraccarica il ventricolo destro fino all’insufficienza cardiaca. Se non curata, la stenosi della valvola mitrale può quindi avere gravi conseguenze.

Quali sono le cause di stenosi mitralica?

La causa più frequente di stenosi mitralica (60 % dei casi) è la malattia reumatica sostenuta da una precedente infezione streptococcica. Questa affezione, ancora molto frequente nei Paesi in via di sviluppo, può provocare l’ispessimento e la fusione dei due lembi della valvola, determinandone un restringimento. Altre cause meno comuni di stenosi mitralica sono: calcificazione degenerativa valvolare (con l’avanzare dell’età, possono accumularsi depositi di calcio a livello dell’anello valvolare mitralico, provocandone il restringimento), cardiopatia congenita, patologie sistemiche (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico), endocardite non reumatica.

Quali sono i sintomi?

Spesso la stenosi mitralica può rimanere asintomatica per molto tempo. Nella maggior parte dei casi il primo sintomo è la dispnea (difficoltà respiratoria riferita dal paziente come “fame d’aria”), inizialmente da sforzo e poi, con la progressione della malattia può comparire di notte e a riposo, fino all’insorgenza dell’edema polmonare acuto. Alla dispnea si associano astenia (debolezza), ridotta tolleranza allo sforzo fisico, palpitazioni (percezione di battito cardiaco accelerato), aritmie e tosse. La complicanza più frequente è la fibrillazione atriale da dilatazione dell’atrio dovuta ad un aumento della pressione al suo interno. La complicanza più temibile è rappresentata dalle embolie sistemiche (soprattutto cerebrali) conseguenti alla formazione di trombi nell’atrio sinistro.

Come si fa diagnosi di stenosi mitralica?

Per effettuare la diagnosi di stenosi mitralica, è importante effettuare visita medica mediante la quale il medico potrà valutare segni e sintomi di sofferenza cardiaca, la presenza di soffi al cuore e di aritmie mediante valutazione della frequenza cardiaca. In caso di rilevamento di rumori cardiaci anomali e/o di congestione polmonare, il medico potrà decidere di effettuare altri esami:

  • Elettrocardiogramma (ECG): registra l’attività elettrica del cuore e mostra alterazioni da ingrandimento dell’atrio sinistro e aritmie (spesso fibrillazione atriale).
  • Ecocardiogramma transtoracico: è l’esame “gold standard” per questa patologia, permette mediante il posizionamento di una sonda ad ultrasuoni sul torace, di osservare la struttura del cuore e la sua funzionalità permettendo di diagnosticare la stenosi mitralica e di valutarne la gravità. Permette di valutare il grado della stenosi sia mediante la valutazione delle dimensioni della valvola sia mediante valutazione e del flusso transmitralico tramite color Doppler.
  • Ecocardiogramma transesofageo: è una valutazione delle caratteristiche del cuore mediante esame endoscopico, la sonda ecografica viene introdotta dalla bocca e spinta in avanti finché giunge nell’esofago. Permette una visualizzazione migliore e più accurata delle valvole cardiache.
  • Radiografia del torace: mostra l’eventuale ingrandimento del cuore e segni di congestione polmonare mediante raggi X sul torace del paziente.
  • Cateterismo cardiaco: è uno studio emodinamico invasivo della stenosi mitralica, usato nei pazienti che non hanno una buona visualizzazione ecocardiografica e in quelli in cui c’è incongruenza tra valutazione clinica e ecocardiografia. È una metodica invasiva che si basa sull’introduzione di un piccolo tubo (catetere) in un vaso sanguigno; il catetere viene poi spinto fino al cuore e consente di acquisire informazioni importanti sul flusso e sull’ossigenazione del sangue e sulla pressione all’interno delle camere cardiache, delle arterie e delle vene polmonari. Documenta la presenza di un gradiente di pressione transmitralico e, nei casi più gravi, ipertensione polmonare e disfunzione contrattile del ventricolo destro.

Come si tratta?

La scelta della modalità di trattamento dipende dalla causa della stenosi mitralica, dalla gravità e dalle caratteristiche del paziente. In caso di malattia valvolare lieve o moderata non è necessario trattamento, è raccomandato fare controlli periodici mediante ecocardiogramma transtoracico. È possibile iniziare un trattamento farmacologico, in particolare per gestire la sintomatologia e le eventuali complicanze con:

  • Trattamento antibiotico in caso di malattia reumatica
  • Trattamento con beta-bloccanti o calcio-antagonisti
  • Trattamento con anticoagulanti
  • Trattamento con diuretici in caso di dispnea e congestione polmonare e periferica

È possibile effettuare una terapia interventistica rappresentata dalla commisurotomia mitralica percutanea che consiste nella dilatazione del restringimento mitralico mediante un catetere a palloncino, introdotto attraverso un vaso del braccio o dell’inguine. L’intervento chirurgico comprende la riparazione o la sostituzione della valvola con protesi biologica o meccanica.

Qual è la prognosi della stenosi mitralica?

Nella storia naturale della malattia, in assenza di adeguata terapia medica, aumenta notevolmente il rischio di complicanze tromboemboliche.

UNITÀ OPERATIVE

Per la prenotazione di Visite ed Esami è possibile anche contattare il C.U.P per entrambe le Case di Cura:

Casa di Cura Pierangeli: 08529391 Casa di Cura Spatocco: 0871352352

Dal Lunedi al Venerdì: 08.00 – 17.00 Sabato: 08.00-12.00

Prenotazione telefonica di prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali

LEGGI TUTTO