La retinopatia diabetica è una delle complicanze più comuni del diabete. Può svilupparsi in persone affette da diabete di tipo 1 e di tipo 2 e di solito colpisce entrambi gli occhi.

Le persone con retinopatia presentano alterazioni dei piccoli vasi sanguigni della retina, lo strato fotosensibile degli occhi.

La retinopatia diabetica si sviluppa lentamente nell’arco di molti anni ed è più frequente nei pazienti diabetici che non controllano adeguatamente i livelli di glicemia.

Quali sono le cause di Retinopatia Diabetica?

A causare questa patologia è il diabete, disturbo cronico correlato al livello del glucosio nel sangue troppo elevato per via di una quantità inadatta di insulina o per un suo funzionamento non corretto a livello recettoriale (insulino-resistenza).
La gravità della retinopatia dipende dal tempo di sviluppo e di persistenza della malattia. Per questo la prevenzione è fondamentale: prima si scopre la patologia e più aumentano le possibilità di salvare gli occhi.  Si stima che una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato possono ridurre del 50% i casi di grave compromissione della vista causata dal diabete.
Un altro fattore di rischio è rappresentato da un cattivo controllo della glicemia nel sangue che si ottiene attenendosi ad un regime alimentare equilibrato e a uno stile di vita corretto (oltre che ad una adeguata terapia), sempre sotto la guida di uno specialista.

Cos’è la Retinopatia Diabetica?

Elevati livelli di glicemia per molti anni possono danneggiare i vasi sanguigni del corpo, compresi i piccoli vasi sanguigni della retina.

Esistono 2 forme principali di retinopatia diabetica: non proliferativa e proliferativa.

La retinopatia diabetica non proliferativa rappresenta la fase più iniziale della retinopatia diabetica. Si caratterizza per la presenza di microaneurismi, cioè dilatazioni della parete dei vasi sanguigni nella retina diventati ormai sottili e deboli che possono causare perdita puntiforme o comunque poco estesa di sangue e fluidi dai vasi sanguigni della coroide, talvolta accompagnata dalla formazione di essudati (accumuli di sostanze grasse). I cambiamenti sopra riportati non influenzano di solito la vista.

La retinopatia diabetica proliferativa rappresenta la forma più avanzata di retinopatia diabetica e può essere altamente invalidante. Si manifesta a seguito di una neovascolarizzazione patologica che può originarsi a causa dell’occlusione di alcuni vasi sanguigni retinici, una condizione che determina ipossia, ossia insufficienza di ossigenazione, a cui la retina risponde promuovendo la crescita di nuovi vasi sanguigni. Questi vasi presentano una struttura anormale, particolarmente fragile, a causa della quale possono originarsi, a seconda del meccanismo patologico che si instaura, diverse complicanze oculari. Le più significative sono: l’emorragia vitreale, la formazione di una membrana epiretinica (che può dar luogo al distacco di retina trazionale, al pucker maculare e al foro maculare) e il glaucoma neovascolare.

In qualsiasi stadio della retinopatia, la retina e le sue fibre nervose possono diventare gonfie di liquido. Questo è chiamato edema maculare quando coinvolge la parte centrale della retina (la macula). La macula è responsabile della visione nitida ed è utilizzata per compiti come la lettura e la guida. L’edema maculare è la causa più comune di perdita della vista tra le persone con retinopatia diabetica.

Come si fa diagnosi di Retinopatia Diabetica?

La diagnosi di retinopatia diabetica viene fatta durante visita oftalmologica al fine di valutare la retina.

L’esame della retina è condotto alla lampada a fessura e con l’ausilio di particolari lenti dopo aver dilatato le pupille con apposito collirio, per poter valutare i particolari della periferia retinica.
Importante rimane la misurazione della capacità visiva, le cui variazioni seguono le alterazioni retiniche dovute alla microangiopatia diabetica.

Per poter diagnosticare la retinopatia diabetica bisogna effettuare degli esami specifici in grado di rilevare le alterazioni a livello dei vasi sanguigni della retina, come ad esempio la fluorangiografia (FAG) e la tomografia a coerenza ottica (OCT).

La fluorangiografia è un esame che viene eseguito mediante l’iniezione endovenosa di un colorante (fluoresceina sodica) e permette una migliore visualizzazione della circolazione retinica. In corso di retinopatia diabetica permette l’individuazione delle lesioni fondamentali come microaneurismi, edema maculare e aree ischemiche. La fluorangiografia è un esame diagnostico indispensabile nello studio della retinopatia diabetica, della sua evoluzione, della sua prognosi e del suo trattamento fotocoagulativo. La fluoroangiografìa potrà essere ripetuta ad intervalli, variabili da paziente a paziente, allo scopo di capire l’evoluzione della retinopatia e pianificare gli eventuali trattamenti.

Data la mancanza di una terapia efficace e definitiva per le complicanze della retinopatia diabetica, è di fondamentale importanza che i pazienti affetti da diabete si sottopongano a un monitoraggio regolare della retina.

Come si tratta la Retinopatia Diabetica?

Ci sono diverse opzioni di trattamento che possono aiutare a rallentare la progressione della retinopatia e prevenire ulteriori perdite della vista. Tuttavia, il ripristino della vista che è già stata persa non è sempre possibile.

I due accorgimenti più utili nella gestione della retinopatia diabetica sono conseguire il controllo del diabete e il regolare monitoraggio della propria condizione, che si sono dimostrati essere capaci di attenuare la progressione retinopatia.

Ci sono farmaci che possono essere iniettati nell’occhio (iniezioni intravitreali) per trattare la retinopatia diabetica. Tra questi i farmaci che contengono il fattore anti-crescita endoteliale vascolare (anti-VEGF) sono in grado di fermare o ridurre la neovascolarizzazione patologica e quindi l’emorragia che determina il rigonfiamento della macula.

Le iniezioni vengono eseguite utilizzando un ago molto sottile in anestesia locale.

In alternativa, si possono introdurre nella cavità intravitreale dei dispositivi intravitreali a lento rilascio, che sono dei polimeri biocompatibili e degradabili in grado di rilasciare in modo controllato, per mesi o addirittura anni, una quantità di farmaco in grado di contrastare la formazione dell’edema.

Per i casi di edema maculare può essere utile anche fotocoagulazione laser, con pattern a griglia o focale, utilizzato per fermare la perdita di liquidi dai vasi che perdono vicino alla macula e quindi ridurre l’edema maculare.

In alcuni casi il trattamento laser viene effettuato su tutta la superficie retinica ad eccezione della macula. Questo trattamento è chiamato fotocoagulazione panretinica e determina la chiusura dei neovasi patologici, impedendone la ricrescita e diminuendo la probabilità che possa verificarsi un’emorragia vitreale o la formazione di una membrana epiretinica. Il trattamento laser non è definitivo e spesso sono necessari più trattamenti nel tempo. Purtroppo non sempre si riesce a prevenire l’ulteriore perdita di visione, ma in genere il trattamento riduce notevolmente questa possibilità.

In presenza di emorragia vitreale, l’oculista può consigliare una vitrectomia. Solitamente si preferisce aspettare anche alcuni mesi per vedere se il sangue si riassorbe spontaneamente ed evitare così l’intervento di vitrectomia. Nei casi di pronunciata distorsione maculare o di distacco di retina trattivo, però, l’intervento deve essere effettuato tempestivamente, poiché altrimenti si rischia una perdita della visione permanente: in linea generale, maggiore è il periodo in cui la macula rimane distorta o distaccata, più grave sarà la perdita della visione.

Si può prevenire?

Il paziente diabetico per prevenire lo sviluppo della retinopatia deve cercare di avere costantemente un buon controllo dei livelli di glicemia.

Inoltre è fondamentale sottoporsi regolarmente a controlli oftalmologici per valutare la salute degli occhi, in modo che se la retinopatia inizia a svilupparsi, verrà rilevata precocemente e può essere trattata prima. Il trattamento precoce può aiutare a preservare la vista.

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