L’occlusione venosa retinica è un termine che indica diverse condizioni cliniche caratterizzate da una perdita improvvisa e indolore della funzione visiva, di grado da lieve a grave dovuta all’arresto di flusso ematico all’interno delle vene che drenano il sangue dalla retina causato da un trombo.

In generale si separano due grandi forme principali: occlusione venosa centrale, che coinvolge la vena centrale della retina, e occlusione venosa di branca, che si riferisce ad una diramazione del vaso venoso centrale.

Che cos’è l’Occlusione Venosa Retinica?

Normalmente il sangue passa dalla circolazione arteriosa alla rete capillare e da questa alla circolazione venosa che drena il sangue nella vena centrale della retina. Le occlusioni venose retiniche si verificano quando è ostruita la circolazione di una vena retinica: il blocco della circolazione determina aumento della pressione all’interno della rete capillare provocando emorragie, diffusione di liquido e materiale plasmatico nello spessore della retina potendo portare allo sviluppo di aree ischemiche (aree scarsamente irrorate) e/o di edema maculare.

Per questo motivo le occlusioni venose della retina si distinguono in due forme: ischemiche o edematose. Nelle forme ischemiche si ha un danno delle nervose della macula e di conseguenza saranno poche le possibilità di miglioramento della funzione visiva a differenza delle forme edematose in cui si può verificare un miglioramento spontaneo della vista.

Le complicanze più temute sono:

  • l’edema della parte retinica centrale, deputata alla visione distinta (edema maculare);
  • l’assenza di irrorazione della regione maculare;
  • la proliferazione di vasi sanguigni anomali, che si formano in seguito all’ischemia retinica, che tendono facilmente a sanguinare e a portare a complicanze gravi.

Che cosa causa l’Occlusione Venosa Retinica?

L’Occlusione Venosa Retinica colpisce più frequentemente pazienti di età superiore ai 60 anni, ipertesi, con disturbi cardiocircolatori e diabete mellito.

Tra i fattori predisponenti vanno ricordati altresì il fumo, alcune anomalie della coagulazione (come la deficienza di proteine C e S e la presenza di anticorpi anti-fosfolipidi).

Tra i fattori predisponenti oculari sono invece importanti l’aumento di pressione intraoculare (glaucoma), l’ipermetropia e alcune malattie infiammatorie che sono causa di vasculiti retiniche (sarcoidosi, sindrome di Behçet).

I fattori di rischio devono essere accuratamente ricercati ed identificati, perché possono predisporre ad altre affezioni vascolari che pregiudicano la vita dei pazienti.

Come si diagnostica l’Occlusione Venosa Retinica?

La diagnosi di occlusione venosa retinica viene posta principalmente mediante valutazione oftalmoscopica ma risultano particolarmente utili esami strumentali quali la fluorangiografia e la tomografia a coerenza ottica.

  • valutazione oftalmoscopica: la semplice valutazione del fundus oculi (fondo dell’occhio) permette di raggiungere la diagnosi attraverso l’identificazione della congestione e della tortuosità dei vasi venosi con la presenza di emorragie retiniche. Nella occlusione venosa centrale tutti i quattro quadranti della retina risultano interessati, mentre nella occlusione venosa di branca viene coinvolto solo un quadrante.
  • fluorangiografia: permette di identificare con precisione l’estensione del segmento retinico coinvolto dall’occlusione venosa retinica, le zone di non perfusione capillare e l’eventuale esistenza di neovasi oculari.
  • OCT: consente di individuare e quantificare l’edema maculare.

Come si tratta l’Occlusione Venosa Retinica?

Non esiste una terapia specifica per l’occlusione venosa retinica.

Il trattamento farmacologico ha come obiettivo quello di correggere i fattori di rischio una volta che siano stati identificati ed alla gestione delle complicanze, quali formazione di neovasi oculari ed edema maculare.

L’edema maculare che insorge a seguito di una occlusione venosa retinica può essere curato mediante:

  • iniezione intravitreale di farmaci anti-VEGF;
  • impianto intravitreale di cortisonici, quali il desametasone;
  • fotocoagulazione laser a griglia della regione maculare.

L’ischemia retinica deve essere trattata mediante la fotocoagulazione laser dell’area di retina ischemica. L’ischemia retinica è dannosa in quanto spesso iniziano a proliferare capillari neoformati sulla retina che tendono facilmente a sanguinare e a portare a complicanze gravi.

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