Le infezioni urinarie, note anche con la sigla IVU, sono le infezioni a carico delle strutture anatomiche che formano il cosiddetto apparato urinario: reni, ureteri, vescica e uretra. Le infezioni urinarie colpiscono con maggiore frequenza le donne, in particolare quelle di età compresa tra i 16 e i 35 anni.  Negli uomini sono un fenomeno abbastanza raro fino all’età medio avanzata (sotto i 50-60 anni) dopodiché diventano decisamente più frequenti, tanto da raggiungere quasi la frequenza relativa al genere femminile. Le infezioni delle vie urinarie alte comprendono il rene (pielonefrite) e l’uretere (ureterite), le infezioni delle vie urinarie basse comprendono la vescica (cistite) e l’uretra (uretrite). Dal punto di vista clinico, le infezioni del tratto urinario superiore sono motivo di maggiori preoccupazione rispetto alle infezioni del tratto urinario inferiore, dovuto al possibile danno renale che può derivare da un’infezione a carico dei reni o degli ureteri.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

Generalmente le infezioni delle vie urinarie sono causate da batteri, raramente da virus o miceti. Gli enterobatteri sono la causa più frequente e tra questi, l’Escherichia coli (80-90 %) normalmente presente nell’intestino che, attraverso la cute dei genitali e dell’ano, può penetrare nell’uretra. Altri batteri che causano queste infezioni sono microrganismi che popolano il tratto intestinale quali Proteus mirabilis, Klebsiella,  Enterococcus faecalis, Pseudomonas, Staphylococcus saprophyticus. A rendere le infezioni urinarie un problema tipicamente femminile sono alcuni fattori predisponenti quali: l’uretra corta, la particolare vicinanza dell’uretra alla regione anale (questa vicinanza si traduce in una maggiore possibilità di colonizzazione del condotto uretrale da parte dei germi con sede intestinale), l’assenza di secrezioni prostatiche battericide, i traumatismi conseguenti ai rapporti sessuali, l’uso di dispositivi anticoncezionali intrauterini e la gravidanza (per la stasi urinaria e le modificazioni anatomiche ed endocrine a cui è associata).

Altri fattori di rischio coinvolti per lo sviluppo delle infezioni delle vie urinarie sono:

  • Diabete
  • Malformazioni congenite delle vie urinarie
  • Ostruzioni urinarie (calcolosi, ipertrofia prostatica benigna)
  • Patologie neurologiche
  • Cateterizzazione vescicale
  • Procedure diagnostiche e terapeutiche invasive sull’apparato urinario
  • Stitichezza
  • Attività sessuale
  • Menopausa

La via ascendente è la principale modalità con cui i batteri raggiungono le vie urinarie, più rare risultano la via ematogena e la via linfatica.

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia dipende dalla causa e dalla localizzazione dell’infezione. I sintomi relativi alle infezioni delle vie urinarie basse sono:

  • Febbre
  • Urina torbida
  • Sangue nelle urine (ematuria)
  • Urgenza a urinare
  • Minzione frequente
  • Impossibilità a urinare nonostante lo stimolo
  • Dolore in regione pelvica e lombare
  • Dolore alla minzione (stranguria)

I sintomi relativi alle infezioni delle vie urinarie alte sono:

  • Febbre alta
  • Brividi
  • Nausea e vomito
  • Dolore lombare
  • Sintomi delle infezioni delle basse vie urinarie associati

Come si fa diagnosi?

La diagnosi delle infezioni delle vie urinarie si basa su un’accurata anamnesi con valutazione dei fattori di rischio e della sintomatologia. È possibile eseguire l’esame delle urine e l’urinocoltura con antibiogramma con cui è possibile testare la sensibilità dei batteri eventualmente presenti a diversi tipi di antibiotici. Ulteriori esami laboratoristi e/o strumentali possono essere richiesti in base al sospetto diagnostico.

Come si cura?

La cura delle infezioni urinarie si differenzia in base alla loro causa di origine. Se i sintomi sono legati a un’infezione non associata ad alcuna patologia, la terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici (si ricorda che le infezioni urinarie sono quasi sempre batteriche). Al contrario, quando l’infezione è determinata da una patologia associata, la terapia deve comprendere non solo un trattamento antibiotico, ma anche un trattamento specifico nei confronti della condizione patologica associata (terapia causale).

Come si previene?

La prevenzione è mirata all’eliminazione della causa sottostante e dei fattori di rischio eventuali. Alcune condotte da seguire sono:

  • Corretta igiene intima
  • Bere molta acqua
  • Non trattenere l’urina
  • Regolarizzare l’intestino e combattere la stitichezza
  • Nei soggetti portatori di catetere vescicale, effettuare una adeguata procedura di lavaggio
  • Svuotare la vescica completamente, specie durante i rapporti sessuali
  • Evitare prodotti intimi potenzialmente irritanti e prediligere la biancheria intima di cotone

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