Il Foro Maculare e la Sindrome da trazione Vitreo-Maculare rientrano nel complesso gruppo di patologie dell’interfaccia vitreo-retinica che possono danneggiare gravemente la vista.

Il Foro Maculare è una rottura a tutto spessore che si sviluppa al centro della retina, in un’area chiamata macula, deputata della visione centrale e dettagliata, necessaria per compiti come la lettura; spesso è dovuto a un distacco del vitreo posteriore (DVP).

Che cosa sono il Foro Maculare e Sindrome Vitreo-Maculare?

Il vitreo è il gel trasparente che riempie l’occhio e costituisce approssimativamente i due terzi del volume oculare. È costituito per circa il 99% da acqua e per il resto da cellule e molecole quali fibre collagene, cellule vitree (dette ialociti), acido ialuronico, zuccheri, elettroliti e proteine.
Nell’infanzia, il vitreo è un gel compatto ed uniforme, completamente aderente alla superficie interna dell’occhio, quindi alla retina. Nel corso del tempo questo gel subisce molte modificazioni che conducono alla formazione di lacune di acqua al suo interno. Ciò comporta variazioni nella consistenza e nella densità del vitreo, che tende a liquefarsi, diventando più mobile all’interno dell’occhio. Con gli anni queste lacune d’acqua confluiscono l’una nell’altra diventando sempre più grandi. Quando queste lacune diventano troppo grandi, improvvisamente, il gel collassa, si stacca dalla retina e va ad occupare la parte centrale dell’occhio. Questo collasso è il distacco posteriore di vitreo.

Si tratta di un processo fisiologico, avviene in quasi l’85% delle persone nel corso della vita ed è più frequente a partire dai 50 anni di età.

Sebbene nella maggior parte dei casi questo scollamento è un processo normale che non ha gravi conseguenze se non la percezione di corpi mobili (come mosche volanti), in alcuni casi si possono avere delle patologie.

Se vi è un anomalo scollamento del vitreo dalla retina, possono essere presenti zone di aderenza tra vitreo e macula e quindi durante il processo di distacco posteriore di vitreo, si possono creare delle trazioni importanti nei punti di adesione. Questa trazione vitreo-maculare può causare solo una deformazione della retina sottostante (la macula) oppure nei casi più gravi una propria rottura della retina (foro maculare).

Quali sono le cause di Foro Maculare e Sindrome Vitreo-Maculare?

La maggior parte dei casi è idiopatica, cioè da causa sconosciuta. Spesso colpiscono persone tra i 60 e gli 80 anni e sono più comuni nelle donne rispetto agli uomini.

Alcuni casi possono essere associati a:

  • distacco di retina;
  • grave trauma agli occhi;
  • ipermetropia;
  • miopia;
  • edema maculare cistoide.

Quali sono i sintomi di Foro Maculare e Sindrome Vitreo-Maculare?

Nel distacco posteriore di vitreo che non comporta trazioni sulla superficie retinica

si avvertono disturbi visivi aspecifici, variamente descritti (ragnatele, linee fisse o ombre nel campo visivo): queste sono tanto più fastidiose quanto più interessano le aree centrali della visione e, quindi, quanto più sono prossime alla macula (regione centrale della retina che permette la visione chiara e distinta). Chi soffre di distacco posteriore di vitreo vede le cosiddette mosche volanti, causate dai corpi mobili vitreali, cioè delle aggregazioni cellulari che galleggiano all’interno del corpo vitreo (vengono osservate perché non sono perfettamente trasparenti): sono il segno di una degenerazione vitreale che quasi sempre accompagna il distacco posteriore di vitreo.

La trazione della retina causata da un distacco di retina anormale può causare deformazione della macula che può diventare tanto importante da causare dei sintomi visivi quali le metamorfopsie (il paziente vedrà quindi distorto) e fosfeni (lampi luminosi simili al flash della macchina fotografica che solo la persona colpita nota).

In caso di foro maculare il paziente avverte la presenza di una piccola macchia centrale e l’impossibilità di vedere i dettagli dell’oggetto osservato.

Come si fa diagnosi di Foro Maculare e Sindrome Vitreo-Maculare?

La diagnosi può essere fatta durante visita oculistica, mediante:

  • un esame del fondo dell’occhio, previa dilatazione della pupilla;
  • una Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), esame moderno e non invasivo indispensabile nella diagnosi e a fornire una quantificazione del problema. L’OCT invia una luce laser che viene riflessa sul fondo dell’occhio e permette di avere informazioni accurate: riesce a riconoscere strutture delle dimensioni di pochi micron.

Come si trattano Foro Maculare e Sindrome Vitreo-Maculare?

La trazione vitreo-maculare può risolversi spontaneamente per il rilascio delle aderenze anomale che l’hanno provocata; quindi prima di intervenire si attende normalmente qualche mese. È bene evitare gli sforzi fisici (come sollevare pesi, chinarsi in avanti, sospendendo eventuali attività sportive, che possono provocare disidratazione o aumentare il rischio di traumi cerebrali).

Quando il problema non si risolve naturalmente e spontaneamente, l’unica soluzione rimane l’intervento chirurgico attraverso una vitrectomia associata al peeling della membrana epiretinica, cioè l’asportazione del corpo vitreo, avendo cura di ripulire la superficie della macula.

Il trattamento del foro maculare è chirurgico, tranne nei casi più lievi. L’indicazione chirurgica deve essere ben ponderata, valutando vantaggi, svantaggi, rischi e benefici. L’intervento cardine è la vitrectomia associata con peeling e uso di una sostanza tamponante, come aria, gas o olio di silicone, che aiuterà la chiusura del foro. Se si utilizza il gas è importante che il paziente rimanga il più possibile (7-10 giorni che è il tempo di riassorbimento del gas da parte dell’umor acqueo dell’occhio) con il capo rivolto verso il basso, per fare in modo che la bolla di gas vada a comprimere i lembi del foro altrimenti la bolla di gas tendendo ad andare verso l’alto, non andrebbe a comprimere il foro ma un’altra zona della retina.

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