Il termine ernia indica la fuoriuscita di un viscere, o di parte di esso, dalla cavità naturale che normalmente lo contiene. L’ernia ombelicale è una protrusione di tessuto adiposo o parte dell’intestino attraverso i muscoli della parete addominale in corrispondenza dell’ombelico. Solitamente è una patologia del bambino o del neonato ma può presentarsi anche in età adulta.

Tipologie di ernia ombelicale

In base all’epoca di insorgenza, agli elementi morfologici costitutivi e alle manifestazioni cliniche si distinguono quattro tipi di ernia ombelicale:

  • Ernia ombelicale embrionale: è dovuta ad arresto di sviluppo della parete addominale e mancata formazione del peritoneo parietale che riveste gli organi della cavità addominale. È presente alla nascita con fuoriuscita dei visceri attraverso un’apertura della parete addominale. Si tratta di una malformazione molto grave.
  • Ernia ombelicale fetale: origina da una chiusura incompleta della parete addominale ma è presente il peritoneo parietale. Alla nascita si manifesta come un ampio difetto centrale dell’addome.
  • Ernia ombelicale neonatale: diversamente dalle due precedenti è rivestita da cute e si manifesta entro pochi giorni o settimane dalla caduta del cordone ombelicale. Solitamente è di dimensioni modeste, riducibile (possibilità di riposizionare il viscere erniato nella cavità addominale) e tende ad aumentare di volume quando il bambino tossisce, piange o defeca. Deriva da una difettosa formazione della cicatrice dopo caduta del cordone, tende a guarire spontaneamente con l’aiuto di un tampone compressivo.
  • Ernia ombelicale dell’adulto: deriva da un’eccessiva pressione all’interno dell’addome associata a debolezza della parete addominale. Fattori predisponenti sono: obesità, gravidanze multiple, ascite, interventi chirurgici. Può essere di piccole dimensioni e asintomatica ma in genere tende ad aumentare progressivamente di volume e provocare fastidio e dolore. Ha tendenza a incarcerarsi e strozzarsi anche se di piccole dimensioni, spesso può ulcerarsi e infettarsi.

Come si fa diagnosi?

La diagnosi di ernia si basa sulle informazioni raccolte dal medico mediante un’accurata anamnesi per individuare eventuali fattori di rischio e valutare la sintomatologia e un esame obiettivo. Con l’esame obiettivo è possibile studiare la localizzazione e le caratteristiche della tumefazione erniaria. Nel caso in cui non vi sia tumefazione erniaria visibile, è opportuno invitare il paziente ad aumentare la pressione endoaddominale (mediante un colpo di tosse) per facilitare la fuoriuscita dell’ernia dalla regione di debolezza addominale. La diagnosi può essere confermata e completata mediante ecografia della regione di interesse.

Come si cura?

L’ernia ombelicale nei bambini, nella maggior parte dei casi, non richiede alcun trattamento, tende a scomparire da sola entro il primo anno di vita. Eventualmente il medico, può cercare di farla rientrare esercitando una piccola pressione sull’addome o utilizzando bende elastiche contenitive; questa metodica sembra ridurre l’ernia più velocemente. Nel neonato e nel bambino, la procedura chirurgica può essere indispensabile nei seguenti casi:

  • Ernia ombelicale estremamente dolorosa
  • Diametro dell’ernia superiore ai 2 cm
  • Le dimensioni dell’ernia ombelicale non si riducono dopo 6-12 mesi dalla manifestazione dei primissimi sintomi
  • L’ernia ombelicale persiste ancora all’età di 3 anni
  • Ernia ombelicale complicata

La terapia radicale delle ernie ombelicali sintomatiche nell’adulto è chirurgica. L’intervento consiste in una semplice incisione alla base dell’ombelico, attraverso cui il tessuto erniato viene riportato all’interno dell’addome.

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