Cisti ovariche

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Le ovaie o gonadi sono gli organi sessuali femminili principali dell’apparato riproduttivo della donna deputati alla produzione dei gameti (cellule uovo) e degli ormoni sessuali. Sono due, hanno l’aspetto simile ad un fagiolo e sono localizzate nella pelvi, ai lati dell’utero.

Le cisti ovariche rappresentano una delle patologie ginecologiche più diffuse in età fertile. Sono sacche liquide o solide di dimensioni variabili da pochi millimetri a molti centimetri, derivanti più frequentemente dall’epitelio di  superficie dell’ovaio o dallo stroma ovarico. Le cisti ovariche in base alla causa sottostante che le ha generate, si distinguono in due categorie:

  • Cisti funzionali: sono cisti derivanti dall’attività dell’ovaio, si formano durante il ciclo ovarico in seguito alla maturazione dei follicoli ovarici sotto stimolo ormonale. Sono cisti benigne, spesso transitorie e asintomatiche; tendono a regredire spontaneamente o dopo terapia medica. Sono tipiche dell’età riproduttiva e non raggiungono notevoli dimensioni. Si distinguono in tre tipi in base alla fase del ciclo ovarico in cui si presentano: cisti follicolari che si formano per sovradistensione del follicolo ovarico che andrà incontro ad ovulazione; cisti luteiniche che si formano nella seconda fase del ciclo ovarico (post ovulatoria) e derivano da un ematoma o una raccolta di liquido siero-ematico nel corpo luteo; cisti tecali che derivano da una mancata rottura del follicolo ovarico al momento dell’ovulazione, sono meno comuni.
  • Cisti organiche: sono spesso cisti patologiche perché non derivanti dalla fisiologica attività dell’ovaio ma sono delle vere e proprie neoformazioni, le più comuni sono: cisti endometriosiche (cisti cioccolato) che derivano da impianti anomali di tessuto endometriale sulle ovaie; sono le più comuni e possono aumentare di volume fino a 15 cm perché rispondo alla stimolazione estrogenica; cisti dermoidi o teratomi cistici che sono tumori benigni costituiti da tessuto eterogeneo (denti, cartilagine, capelli) tipiche delle donne di età compresa tra 20 e 40 anni; cistoadenoma sieroso o mucinoso che sono entrambi tumori benigni dell’ovaio con picco di incidenza tra 20 e 50 anni; il cistoadenoma mucinoso può raggiungere dimensioni notevoli fino a 50 cm di diametro.

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia delle cisti ovariche è variabile e aspecifica. Possono rimanere spesso asintomatiche e regredire spontaneamente (cisti follicolari) o possono aumentare di dimensioni, dare sintomatologia da ingombro addominale e alterare la funzionalità dell’ovaio. Il dolore pelvico è uno dei sintomi principali, associato a irregolarità mestruali, senso di pesantezza e gonfiore a livello addominale, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), disturbi urinari e intestinali. Le cisti ovariche possono essere causa di addome acuto (urgenza chirurgica) per rottura o torsione dell’ovaio.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si basa su visita ginecologica durante la quale il medico effettua un’accurata anamnesi e un esame clinico al fine di valutare la sintomatologia e le caratteristiche dell’apparato genitale. È possibile rilevare con la palpazione, la presenza di una tumefazione (rigonfiamento)  ovarico non dolente, tondo e di consistenza teso-elastica. All’esame clinico segue l’ecografia transvaginale che rappresenta l’esame di primo livello, di semplice esecuzione e non invasivo che permette, mediante l’utilizzo di una sonda ecografica, di visualizzare direttamente le ovaie; ne definisce le dimensioni, la struttura, il colore, i margini e grazie alla metodica color-Doppler la vascolarizzazione. L’ecografia transvaginale definisce la natura solida o liquida della cisti ovarica e identifica la eventuale presenza di caratteri di malignità. In caso di dubbio diagnostico, si può ricorrere all’utilizzo della TAC, della risonanza magnetica (RM) e della laparoscopica diagnostica. Il dosaggio nel sangue di un marcatore tumorale (CA125) derivante dall’epiteli dei superficie dell’ovaio, insieme alla valutazione clinica e ecografica, migliora l’accuratezza diagnostica.

Come si trattano?

Solitamente le cisti funzionali non richiedono alcun trattamento perché sono piccole, asintomatiche e tendono a regredire spontaneamente. Si può ricorrere a una terapia farmacologica con contraccettivi orali che può indurre il riassorbimento della cisti e la riduzione volumetrica. Il trattamento delle cisti organiche è invece chirurgico basato su una chirurgia demolitiva con rimozione dell’ovaio o conservativa con rimozione esclusivamente della cisti. La scelta del tipo di trattamento si basa sull’età del paziente, sul desiderio di avere figli e sulla natura della cisti.

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