Di Chiara Di Lucente

Capire ciò che ci dice il nostro medico, comprendere i rischi e i benefici e prendere decisioni informate sulla propria salute non è semplice, ma è essenziale per il nostro benessere. Queste abilità si possono riassumere in un termine: alfabetizzazione sanitaria

alfabetizzazione sanitaria

La salute – come è ovvio che sia – rappresenta un elemento centrale del benessere delle persone, a livello individuale e collettivo. In tale prospettiva, accedere efficacemente a informazioni legate alla salute è fondamentale per avere un ruolo attivo nel proprio benessere. Tale abilità ha un nome preciso: health literacy, o alfabetizzazione sanitaria. Questo termine è emerso per la prima volta negli anni ’70 e nel corso degli ultimi decenni è diventato sempre più importante, per i suoi notevoli benefici apportati alla salute individuale e pubblica e alla sostenibilità dei sistemi sanitari stessi. In effetti, proprio come l’alfabetizzazione (intesa come l’insegnamento e l’apprendimento delle abilità minime della comunicazione scritta: leggere, scrivere e far di conto) è cruciale per il benessere dell’intera società, l’alfabetizzazione sanitaria è fondamentale nel panorama della salute pubblica, intersecandosi con i più ampi concetti di educazione e istruzione.

Questo insieme di competenze e conoscenze non riguarda solo la comprensione di termini medici complessi o di saper seguire le istruzioni mediche: significa essere in grado di navigare nel vasto mare delle informazioni sanitarie, valutare criticamente le opzioni di trattamento, comprendere i rischi e i benefici delle procedure mediche e, in definitiva, prendere decisioni informate sulla propria salute. Migliorare la comprensione e la gestione delle informazioni sanitarie si rivela fondamentale per garantire una migliore qualità della vita sia a livello individuale che per tutta la società. In effetti, gli impatti positivi derivanti dall’incremento dell’alfabetizzazione sanitaria sono notevoli, come ridurre i costi e promuovere un accesso efficace ai servizi sanitari. D’altro canto, ridurre le disparità sociali e migliorare la qualità della comunicazione tra pazienti e professionisti sanitari sono solo alcune delle sfide che devono essere affrontate. Con questo articolo cercheremo di offrire una comprensione più approfondita di come l’alfabetizzazione sanitaria possa trasformare non solo il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi, ma anche come possa contribuire a un sistema sanitario più equo ed efficiente per tutti.

Che cos’è e i modelli di alfabetizzazione sanitaria

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1998, l’alfabetizzazione sanitaria si riferisce alla capacità delle persone di acquisire, elaborare e comprendere informazioni fondamentali sulla salute e di utilizzare i servizi necessari per prendere decisioni appropriate riguardo alla propria salute. In sostanza, riguarda quanto le persone siano in grado di ottenere e interpretare informazioni sulla salute per fare scelte consapevoli e adottare comportamenti che favoriscano il benessere individuale. Nel corso degli anni, il concetto di alfabetizzazione sanitaria si è evoluto, aumentando di complessità. In particolare, sono emersi i concetti di alfabetizzazione sanitaria personale e organizzativa.

  • L’alfabetizzazione sanitaria personale è il grado in cui gli individui hanno la capacità di trovare, comprendere e utilizzare informazioni e servizi per prendere decisioni e azioni relative alla salute per sé stessi e gli altri.
  • L’alfabetizzazione sanitaria organizzativa è il grado in cui le organizzazioni consentono equamente agli individui di trovare, comprendere e utilizzare informazioni e servizi per informare le decisioni e le azioni relative alla salute per sé stessi e gli altri.

Questi concetti arricchiscono la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, enfatizzando la capacità delle persone di utilizzare le informazioni sanitarie piuttosto che limitarsi a comprenderle, concentrandosi sulla capacità di prendere decisioni “ben informate” piuttosto che “appropriate”. Inoltre, incorporano la prospettiva di salute pubblica, riconoscendo che le organizzazioni hanno la responsabilità di affrontare la questione. L’alfabetizzazione sanitaria, infatti è un fenomeno complesso, che coinvolge individui, famiglie, comunità e sistemi sanitari. Andando più nel dettaglio, l’alfabetizzazione sanitaria comprende una serie di abilità: leggere, comprendere e analizzare le informazioni, le istruzioni, i simboli, i grafici e diagrammi; valutare rischi e benefici; prendere decisioni e intraprendere un’azione. Appare evidente come ci sia molto di più che capire le informazioni scritte sul foglio illustrativo dei farmaci o che ci dice il medico. Per esempio, qualche anno fa è stato proposto un modello di alfabetizzazione sanitaria personale su tre livelli:

  • Alfabetizzazione funzionale, il livello base: la capacità di lettura e comprensione di informazioni fornite dai professionisti della salute.
  • Alfabetizzazione interattiva, che comprende abilità di alfabetizzazione più avanzate che, insieme alle abilità sociali, possono essere utilizzate per partecipare alle attività quotidiane.
  • Alfabetizzazione critica, che si riferisce alle abilità che possono essere applicate per analizzare informazioni in modo critico per interagire con le situazioni complesse della vita.

A cosa serve e come promuovere l’alfabetizzazione sanitaria

Ma in sostanza a cosa serve l’health literacy? Diversi studi hanno dimostrato che migliorare l’alfabetizzazione sanitaria è uno dei modi più promettenti ed economicamente vantaggiosi per affrontare le sfide poste dalle malattie non trasmissibili come diabete, patologie cardiache e altre condizioni croniche. Pertanto, essa è essenziale in un contesto in cui queste condizioni stanno aumentando e generando costi sanitari sempre più elevati. Numerosi paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Unione Europea e Cina, hanno incluso l’alfabetizzazione sanitaria come una priorità nelle loro politiche e pratiche sanitarie. Diverse indagini hanno però evidenziato come a livello europeo circa il 12% della popolazione abbia un livello di comprensione totalmente inadeguata e il 35% un livello problematico. Questo vale anche per l’Italia, dove circa il 50% della popolazione avrebbe conoscenze sanitarie inadeguate. Si tratta di un vero e proprio problema sanitario: quando l’alfabetizzazione sanitaria è bassa, le persone possono avere difficoltà a capire le informazioni legate alla salute, avere una conoscenza limitata sulle malattie e non seguire correttamente le prescrizioni mediche. Questi fattori possono peggiorare lo stato di salute, aumentare il rischio di mortalità, influire negativamente sull’uso adeguato ed efficace delle cure mediche e contribuire a disuguaglianze nella salute.

A proposito di diseguaglianze nella salute, nel 1800 il concetto di sanità pubblica nacque come risposta agli impatti negativi causati dalle condizioni di vita e di lavoro durante la rivoluzione industriale. Inizialmente, quindi l’attenzione era incentrata sui fattori sociali e ambientali che influenzavano la salute delle comunità. Tuttavia, nel corso del ventesimo secolo, c’è stata una sorta di cambiamento di rotta: ci si è iniziati a concentrarsi maggiormente sui comportamenti individuali a rischio nell’ambito della sanità pubblica. Tuttavia, analisi epidemiologiche recenti condotte in vari paesi hanno confermato l’importanza cruciale dei fattori sociali, economici e ambientali nel determinare il rischio di malattie e gli esiti negativi correlati alla salute. Sebbene i comportamenti e gli stili di vita individuali siano rilevanti, ovviamente, le condizioni sociali, economiche e ambientali influenzano in modo significativo la salute delle persone e delle popolazioni. Tuttavia, queste relazioni tra fattori sociali e salute spesso non ricevono sufficiente attenzione rispetto ai comportamenti individuali.

Questo vale anche per l’alfabetizzazione sanitaria: è diventato chiaro che gli approcci semplificati del passato, come comunicare solo i rischi del fumo senza affrontare una gamma più ampia di misure per sostenere scelte di vita salutari, sono destinati a fallire. Gli sforzi attuali della sanità pubblica adottano approcci più complessi, come nel caso del controllo del tabacco, che vanno oltre la mera comunicazione dei rischi e comprendono restrizioni pubblicitarie, aumenti dei prezzi e divieti ambientali. L‘educazione individuale da sola non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi di salute. È necessario un approccio più integrato, che comprenda una migliore comprensione dei fattori sociali, economici e ambientali che influenzano la salute, oltre all’educazione sui rischi per la salute. Questo è importante anche – e soprattutto per i professionisti sanitari, in prima linea per promuovere l’alfabetizzazione sanitaria tra i propri assistiti. Tuttavia, studi dimostrano che molti di loro presentano lacune significative nella comprensione dell’importanza dell’alfabetizzazione sanitaria e nel riconoscimento del proprio impatto sulle condizioni di salute degli assistiti. Al fine di colmare questa lacuna, molti esperti suggeriscono di introdurre programmi formativi specifici nel curriculum universitario per tutti i professionisti sanitari, con l’obiettivo di migliorare la comunicazione e la consapevolezza sull’importanza dell’health literacy. Questa migliore comprensione potrebbe aiutare gli operatori sanitari, e quindi la popolazione generale, a gestire le malattie in modo più efficace, avere un’aderenza terapeutica ottimale e promuovere stili di vita più sani.

Fonti: