Di Chiara Di Lucente
angio TC

L’angiografia tomografica computerizzata, detta angio TC, è una tecnica di diagnostica per immagini che permette di visualizzare i dettagli strutturali dei nostri vasi sanguigni. Utilizzando la tecnologia della TC, che impiega raggi X rielaborati al computer per generare immagini tridimensionali dell’organismo, l’angio TC è in grado di creare mappe precise del flusso sanguigno e rilevare eventuali anomalie o ostruzioni nei vasi. Solitamente l’esame funziona in questo modo: viene iniettato un mezzo di contrasto in un vaso sanguigno e poi si utilizzano i raggi X per ottenere immagini dettagliate, che mostrano ad alta risoluzione e in maniera tridimensionale la parete interna dei vasi e come il sangue scorre al loro interno. Originariamente ci si riferiva a questa metodica con l’acronimo TAC, dove A sta per assiale, poiché era possibile realizzare solamente immagini costruite su un asse perpendicolare alla lunghezza del corpo, ottenendone delle sezioni trasversali. Questa denominazione, però, è stata ormai superata poiché con i macchinari oggi in uso è possibile ricostruire le immagini anatomiche in maniera tridimensionale. Per questo motivo, adesso si utilizza l’acronimo TC (e non TAC).

Come funziona e a cosa serve

La TC è un tipo di esame radiografico che usa raggi X per creare immagini dettagliate di porzioni specifiche del corpo. A differenza delle normali radiografie, le quali, utilizzando i raggi X provenienti da una sola direzione, possono mostrare immagini sovrapposte, la TC offre una vista precisa e tridimensionale delle strutture interne senza queste sovrapposizioni. Generalmente l’angio TC richiede l’uso di un mezzo di contrasto radio opaco, inettato per via endovenosa prima dell’esame, che serve a migliorare la visualizzazione delle strutture vascolari: non lasciando passare i raggi X durante la scansione, infatti, il mezzo di contrasto rende i vasi sanguigni di colore bianco brillante, facilitando notevolmente la valutazione sia della loro struttura sia del flusso sanguigno al loro interno. L’angio TC è un esame breve e non particolarmente invasivo: una scansione solitamente dura circa 5 minuti, e complessivamente l’intero esame non impiega più di 20 minuti per essere completato. Durante la TC, il paziente si sdraia su un lettino che si muove attraverso uno scanner. Il macchinario ruota attorno al corpo del paziente, producendo raggi X che lo attraversano; le radiazioni vengono captate da speciali rilevatori, che elaborano i dati e li traducono in immagini tridimensionali. Se necessario, potrebbe essere richiesto di non mangiare o bere per alcune ore prima dell’esame; inoltre, il medico che esegue l’angio TC potrebbe chiedere se il paziente ha avuto reazioni allergiche al contrasto o se sta assumendo farmaci particolari, come la metformina. È importante rimuovere gioielli e indossare un camice da ospedale per evitare interferenze con lo scanner. 

Ma a cosa serve l’angio TC? Questo esame è generalmente indicato per diagnosticare una serie di problemi legati ai vasi sanguigni e, in base al distretto studiato, malattie a carico di alcuni organi del corpo. In particolare, può rivelare condizioni come aneurismi (ovvero dilatazioni anomale in una parte di un’arteria) o sanguinamenti all’interno dei vasi, può identificare le vasculiti, cioè le infiammazioni a carico delle pareti dei vasi sanguigni. Dai risultati di un’angio TC potrebbe emergere un restringimento e un indurimento delle arterie, spesso causati dall’accumulo di placche lipidiche nelle pareti arteriose, che possono ridurre il flusso sanguigno in vari distretti del corpo, cuore compreso. I risultati anomali possono anche suggerire lesioni ai vasi o, in casi più rari, patologie come la malattia di Buerger, condizione rara in cui i vasi sanguigni di piccolo e medio calibro delle braccia e delle gambe si restringono fino a occludersi, compromettendo la circolazione a livello sistemico. In base ai risultati dell’angio TC, il medico può quindi decidere il miglior approccio per il trattamento o ulteriori interventi necessari per gestire la condizione che è stata diagnosticata.

Rischi e controindicazioni

L’angio TC è un esame poco invasivo e non presenta particolari controindicazioni. Comunque sia, quando qualsiasi procedura medica, è fondamentale essere consapevoli dei rischi associati a essa. Per l’angio TC, tra questi ci sono l‘esposizione alle radiazioni e la possibilità di reazioni allergiche al mezzo di contrasto, se utilizzato. In particolare, infatti, le scansioni TC comportano un’esposizione ai raggi X maggiore rispetto a quella delle normali radiografie, e il rischio aumenta all’aumentare del numero di esami eseguiti in un determinato arco temporale. Tuttavia, la maggior parte degli scanner moderni è progettata per ridurre al minimo l’uso delle radiazioni e prima di eseguire l’esame il paziente discuterà con il proprio medico il bilancio tra rischi potenziali e i benefici derivanti da una diagnosi precisa grazie all’esame stesso. Un altro aspetto da considerare è la possibilità di reazioni allergiche al mezzo di contrasto, che spesso contiene iodio. Se il paziente ha una storia di allergie allo iodio, potrebbe avvertire sintomi come nausea, vomito, starnuti, prurito o orticaria. Inoltre, i reni sono responsabili dell’eliminazione dello iodio dal corpo, per cui, nel caso si avessero problemi renali o diabete, potrebbe essere necessario assumere liquidi extra dopo il test per aiutare a rimuovere lo iodio dall’organismo.

Fonti: