Di Chiara Di Lucente
Si stima che in Italia quasi una persona adulta su due soffra di qualche disturbo legato a questa condizione. Vediamo cosa la causa e come trattarla

150.000: è questo il numero dei nuovi casi di insufficienza venosa cronica diagnosticati ogni anno solo negli Stati Uniti, dove si hanno più dati al riguardo. Ma l’insufficienza venosa cronica è una condizione medica persistente e progressiva che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, specie le donne e le persone più anziane. Questo disturbo si verifica quando le vene – generalmente quelle degli arti inferiori – non riescono a far fluire il sangue in modo efficiente verso il cuore, causando una serie di sintomi sgradevoli, come gonfiore, alterazioni della pelle e disagio generale e, quando non trattate adeguatamente, diverse complicanze, riducendo la qualità della vita di chi ne è affetto. Globalmente, l’insufficienza venosa cronica colpisce l’1-17% degli uomini e l’1-40% delle donne, con una prevalenza più elevata nei paesi maggiormente industrializzati (come Europa occidentale e Stati Uniti), a causa di stili di vita più sedentari. Le vene varicose, segno comune di questo disturbo, possono colpire fino al 70% della popolazione, mentre le ulcere venose si manifestano nell’1-3% delle persone adulte e nel 3% tra gli anziani. Questa condizione sembra essere molto diffusa anche nel nostro paese: secondo l’Associazione contro le Malattie Vascolari, quasi il 50% degli italiani adulti soffra di qualche disturbo attribuibile all’insufficienza venosa. L’insufficienza venosa cronica nella maggior parte dei casi non è adeguatamente riconosciuta e spesso è sottovalutata, ma ha un impatto significativo sulla salute fisica, psicologica ed economica delle persone colpite; tornando alle statistiche statunitensi, si stima che ogni anni quasi 500 milioni di dollari vengano utilizzati per la gestione di questi pazienti, rappresentando una porzione significativa dei costi sanitari in generale.
Che cos’è l’insufficienza venosa cronica e come si manifesta
L’insufficienza venosa cronica è una condizione a carico del sistema venoso in cui il flusso sanguigno verso il cuore è danneggiato, principalmente a causa di disfunzioni a carico delle valvole delle vene. Nella circolazione, infatti, il sangue ricco di ossigeno viene pompato dal cuore in tutto il corpo grazie alle arterie, mentre poi ritorna, povero di ossigeno, dalla periferia dell’organismo al cuore grazie alle vene. Dal momento che, soprattutto per quanto riguarda gli arti inferiori, il sangue venoso deve risalire verso il cuore andando contro la forza di gravità, le vene sono dotate di valvole, che, funzionando come chiuse di sicurezza, permettono al sangue di fluire solo verso l’alto, verso il cuore. Le valvole venose infatti, si aprono quando il sangue viene spinto verso il cuore e si chiudono per impedire il reflusso. Il ritorno venoso è anche facilitato da pompe muscolari, come il muscolo del polpaccio, che aiutano a spingere il sangue verso l’alto. Quando le valvole venose hanno dei difetti e funzionano male o non funzionano affatto, il sangue può accumularsi nelle vene delle gambe anziché essere spinto correttamente verso il cuore. Questo porta a un aumento della pressione nelle vene e può provocare il ristagno di liquidi nei tessuti circostanti, specialmente intorno alle caviglie. Il ristagno di sangue e liquidi nelle caviglie può causare una scarsa ossigenazione dei tessuti e danneggiare la pelle, che diventa sottile e fragile. Questo può risultare in macchie cutanee dovute a piccole rotture dei capillari. Per questi motivi, sebbene l’insufficienza venosa possa interessare vene in diverse parti del corpo, è più comune nelle gambe, dove il sistema venoso è più soggetto alla gravità.
I sintomi dell’insufficienza venosa cronica possono includere vene varicose, che sono vene gonfie e ingrossate visibili sotto la pelle con un andamento tortuoso, spesso accompagnate da gonfiore alle caviglie e alle gambe. Molte persone con questa condizione avvertono una sensazione di pesantezza, dolore, prurito o crampi alle gambe, soprattutto dopo lunghi periodi in piedi o seduti. La pelle intorno alle vene varicose può diventare secca, pruriginosa o cambiare colore, con macchie scure o rosse intorno alle caviglie. Se non trattata, l’insufficienza venosa tende a peggiorare nel tempo e può portare alla sindrome postflebitica e alla formazione di ulcere venose.
Le cause e come trattarla
La causa più comune dell’insufficienza venosa cronica è la presenza di difetti nelle valvole venose, che possono essere presenti dalla nascita o svilupparsi nel corso della vita a causa di fattori come l’inattività fisica prolungata, stili di vita sedentari o lavori che richiedono lunghi periodi in piedi o seduti. Questa condizione può anche avere una componente genetica, con una predisposizione ereditaria a sviluppare problemi nelle valvole. L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dell’insufficienza venosa cronica, insieme al genere. Le donne, in particolare, sono più inclini a sviluppare problemi di questo tipo, soprattutto se combinate con altri fattori di rischio come l’indice di massa corporea elevata e la gravidanza. Le donne incinte hanno un rischio particolarmente elevato, con circa il 40% che sviluppa condizioni venose croniche. Inoltre, il numero di gravidanze aumenta significativamente tale rischio: le donne con cinque o più gestazioni hanno fino al 65% di probabilità di sviluppare vene varicose. Oltre al genere e all’età, altri fattori di rischio includono obesità, sedentarietà, posizioni lavorative che richiedono lunghe ore in piedi o seduti, storia familiare, precedenti episodi di trombosi venosa profonda e fumare. Inoltre, sebbene alcuni studi abbiano suggerito un’associazione tra altezza e rischio di malattie venose croniche, l’influenza dell’altezza sulla progressione della malattia deve essere ulteriormente approfondito.
Il trattamento dell’insufficienza venosa cronica comprende diverse opzioni che possono essere adattate in base alla gravità dei sintomi e alle necessità individuali dei pazienti:
- Terapie conservative: queste misure mirano a migliorare il ritorno venoso e includono l’uso di calze a compressione per sostenere le vene e ridurre il gonfiore. L’elevazione regolare delle gambe è consigliata per favorire il drenaggio venoso e ridurre l’accumulo di liquidi negli arti inferiori. Inoltre, l’esercizio fisico regolare è cruciale per promuovere il flusso sanguigno nelle gambe.
- Trattamenti farmacologici: in alcuni casi, possono essere prescritti farmaci per migliorare il flusso sanguigno o per favorire la guarigione delle ulcere venose, se presenti.
- Procedure invasive: nei casi più avanzati, possono essere necessari interventi più invasivi come la scleroterapia, che consiste nell’iniezione di sostanze per chiudere le vene varicose, o l’ablazione endovenosa, che utilizza calore per sigillare le vene danneggiate.
Per ridurre il rischio di sviluppare o aggravare l’insufficienza venosa cronica, è consigliabile adottare uno stile di vita sano e adottare alcuni accorgimenti, come dormire con le gambe sollevate di almeno 15 cm (mettendo ad esempio un cuscino sotto il materasso), evitare di stare troppo a lungo in piedi, fare regolare attività fisica (specie il cammino), evitare il consumo di tabacco e di caffè.
Fonti:
- Patel SK, Surowiec SM. Venous Insufficiency. [Updated 2024 Feb 14]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430975/
- Ortega MA, Fraile-Martínez O, García-Montero C, Álvarez-Mon MA, Chaowen C, Ruiz-Grande F, Pekarek L, Monserrat J, Asúnsolo A, García-Honduvilla N, Álvarez-Mon M, Bujan J. Understanding Chronic Venous Disease: A Critical Overview of Its Pathophysiology and Medical Management. J Clin Med. 2021 Jul 22;10(15):3239. doi: 10.3390/jcm10153239. PMID: 34362022; PMCID: PMC8348673.
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vene-varicose
- https://www.hopkinsmedicine.org/health/conditions-and-diseases/chronic-venous-insufficiency
- http://www.amavas.it/area-popolazione-e-pazienti/insufficienza-venosa-cronica-ivc.html