La tachicardia atriale è un’anomalia del ritmo cardiaco che insorge quando un gruppo di cellule cardiache (focus ectopico), localizzate negli atri, generano un battito più veloce del nodo senoatriale (130/150 battiti per minuto). La tachicardia atriale può essere dovuta sia a un meccanismo di rientro che all’esaltazione di un focus ectopico. In generale, la tachicardia atriale da rientro viene scatenata da un impulso prematuro di origine atriale e ha un andamento parossistico, mentre la tachicardia automatica o focale è permanente e non necessita di alcun impulso estraneo per iniziare. Se sono presenti due o più focus ectopici atriali da cui parte l’impulso la tachicardia atriale viene definita polifocale.

Quali sono i sintomi?

Il paziente può riferire palpitazioni (percezione del battito cardiaco accelerato) e affaticamento.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi richiede una visita specialistica con il cardiologo che valuterà i sintomi e sottoporrà il paziente a un elettrocardiogramma (ECG).

Come si cura?

La terapia può essere farmacologica mediante l’uso di beta-bloccanti, antiaritmici o calcio-antagonisti o, nei casi refrattari, mediante ablazione transcatetere dei focus atriali responsabili della tachicardia atriale.

UNITÀ OPERATIVE

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