Che cos’è la connettivite indifferenziata?

La connettivite indifferenziata è una condizione clinica che presenta elementi caratteristici di una o più malattie sistemiche autoimmuni ma che non soddisfano i criteri classificativi sufficienti per la diagnosi.

Circa il 40% delle connettiviti indifferenziate evolve in una connettivite definita entro i primi 5 anni dalla loro comparsa. Il resto delle connettivite indifferenziate si stabilizza come tale e sono caratterizzate da un’attività di malattia limitata, con esacerbazioni e fasi di quiescenza della malattia stessa.

Come si manifesta la connettivite indifferenziata?

La connettivite indifferenziata si manifesta con febbre, astenia, artralgie o vere e proprie artriti, disordini ematologici e fenomeno di Raynaud; è solitamente assente un coinvolgimento degli organi interni, elemento che influisce positivamente sulla prognosi dei pazienti. È presente una positività sierologica per autoanticorpi, generalmente anticorpi antinucleo (ANA).

Come si fa diagnosi di connettivite indifferenziata?

Non esistono dei criteri validati per la diagnosi di connettivite indifferenziata; la diagnosi, solitamente, viene posta sulla presenza di segni clinici suggestivi per connettivite in associazione a positività degli anticorpi antinucleo (ANA) senza che vengano soddisfatti i criteri per una connettivite definita.

Qual è il trattamento della connettivite indifferenziata?

Il trattamento della connettivite indifferenziata prevede l’impiego di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), cortisonici a basso dosaggio e antimalarici come l’idrossiclorochina.

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